Di Piero: escludo la chiusura della discarica

Impianto Cogesa, no del sindaco alla richiesta della minoranza: «A breve il nuovo incontro con l’Arta»
SULMONA. «Dobbiamo muoverci con cautela e serietà e io non faccio ordinanze di chiusura della discarica, che può essere fatta solo in caso di emergenza sanitaria, senza sapere prima se c’è un nesso di causalità tra l’impianto e i ricoveri in ospedale». Lo ha detto il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, che respinge la richiesta fatta nei giorni scorsi dai consiglieri comunali di minoranza, Maurizio Proietti, Franco Di Rocco e Luigi Santilli, riguardo l’opportunità di chiudere l’impianto di Noce Mattei del Cogesa. Una richiesta che era arrivata all’indomani dello studio sulla popolazione, effettuato dall’Istituto superiore di sanità, che lo stesso Di Piero aveva diffuso in consiglio comunale. Lo studio ha fatto emergere dati preoccupanti, soprattutto per i ricoveri che si sono registrati negli ultimi dieci anni a Sulmona, dovuti in gran parte al tumore della prostata e della mammella. «Prima bisogna capire da cosa dipendano questi dati e poi decidere come intervenire, sia dal punto di vista sanitario che amministrativo», ha sottolineato il primo cittadino che, l’altro giorno, ha ricevuto la telefonata dell’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, con l’impegno di un incontro a stretto giro di posta e della convocazione di un tavolo tecnico con Asl, Arta, Regione, Comune ed eventualmente anche l’Istituto superiore di sanità, per decidere come muoversi.
«Siamo stati noi ad andare fino in fondo e ad analizzare la problematica, investendo l’Iss per uno studio sulla popolazione. Per cui, in coscienza, sento che abbiamo fatto tutto ciò che bisognava fare», ha affermato ancora Di Piero che, nelle prossime ore, incontrerà l’Arta, alla quale chiederà di ripetere e approfondire i controlli. Nei giorni scorsi il consigliere comunale Maurizio Proietti, aveva chiesto un biomonitoraggio, da realizzare in pochi mesi.
«È l’autorità sanitaria e scientifica a dovermi dire se è utile ed efficace», ha insistito Di Piero ricordando tutto l’iter seguito finora: la richiesta all’Arta per la ricerca di fattori inquinanti, il coinvolgimento dell’Iss per un monitoraggio statistico, uno studio di primo livello i cui risultati sono arrivati a fine maggio. Di Piero era stato accusato anche dai consiglieri Di Rocco e Santilli, di passare il cerino agli altri, «senza mai assumere sulla propria persona alcuna responsabilità». Nel frattempo i consiglieri comunali Teresa Nannarone, Maurizio Proietti, Caterina Di Rienzo, Antonietta La Porta e Luigi Santilli, hanno richiesto ufficialmente la convocazione urgente di un consiglio comunale. «È necessario discutere e determinarsi a seguito della nota dell'Istituto superiore della sanità», hanno scritto i cinque che chiedono al presidente del consiglio, Cristiano Gerosolimo, di far partecipare alla seduta anche i sindacati, i comitati e i medici. (a.d.a.)
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