Di Piero: «Nessun ribaltone» Porte chiuse a Fratelli d’Italia

18 Settembre 2024

Il sindaco taglia corto su possibili “inciuci” per creare una maggioranza diversa dal centrosinistra  E in aula il caso dell’ergastolano Ciaccio, inserito nel polo museale diocesano: chiesti maggiori controlli

SULMONA. Porte chiuse a Fratelli d’Italia. Non ci sarà nessun ribaltone in consiglio comunale né un allargamento della maggioranza. Lo ha affermato ieri mattina il sindaco Gianfranco Di Piero al termine della seduta del consiglio comunale.
Il primo cittadino ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera comunale Teresa Nannarone, incentrata sulla cena pescarese della scorsa estate. In un ristorante del capoluogo adriatico si erano infatti riuniti Di Piero, i consiglieri comunali meloniani, Vittorio Masci e Salvatore Zavarella, il capogruppo del Partito democratico Mimmo Di Benedetto e il rappresentante di Intesa per Sulmona Claudio Febbo. Una semplice conviviale per il primo cittadino e la maggioranza consiliare mentre per la Nannarone e i civici quella cena aveva un senso politico, una prova di dialogo per creare una nuova maggioranza a palazzo San Francesco. L’argomento ha tenuto banco per mesi fino a quando è arrivato lo scorso lunedì in aula. La prima convocazione è andata deserta perché la maggioranza e Fratelli d’Italia hanno fatto mancare il numero legale.
Ieri, in seconda convocazione, il sindaco ha espresso la sua posizione, sollecitato sempre da Nannarone. «Sono stata accusata di pettegolezzo e di degrado istituzionale ma è una questione politica. Il sindaco deve parlare chiaro e rispondere con un sì o con un no e deve dirci se è vero che arriverebbe perfino a nominare Zavarella come assessore e se c’è un accordo che prevede che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Vittorio Masci, potrebbe sostituire Cristiano Gerosolimo alla presidenza del consiglio», ha esordito Nannarone.
Nessun accordo, ha chiarito Di Piero, in consiglio comunale. «Io ero favorevole ad attribuire la presidenza del consiglio a Masci all’indomani delle elezioni, perché ritenevo che fosse un atto di apertura nei confronti della minoranza. Su questa vicenda si è scatenato un putiferio. Lo sfaldamento della coalizione nasce esclusivamente a causa di una feroce contrapposizione sulle poltrone», ha esordito Di Piero, per poi affermare che quella cena non ha dato vita a un ribaltone.
«Questa rimane una maggioranza di centrosinistra. Lo dimostra la nomina dell’assessore Ciufelli che è in linea con una caratterizzazione di questo tipo», ha aggiunto il sindaco. Altro argomento al centro del consiglio è stato l’impiego di Leonardo Ciaccio, braccio destro di Matteo Messina Denaro, come bibliotecario nel polo museale diocesano. «C’è un pronunciamento del tribunale di Sorveglianza. La notizia genera preoccupazione nella comunità, tanto che ho chiesto alle forze di polizia di adottare tutte le misure di presidio e sicurezza», ha concluso.
L’ergastolano, dopo 20 anni di detenzione, ha ottenuto la semilibertà per buona condotta.
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