Di Piero: «Pronti a ricandidarci» Attese le motivazioni della giuria

Il sindaco: la nostra va ritenuta una città d’arte, faremo tesoro di questo mancato riconoscimento Giannantonio: visioneremo i dossier delle finaliste per capire in cosa sono state più brave di noi
SULMONA. C’è amarezza a Sulmona per l’esclusione dalla corsa a “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2025.
Ma c'è anche il desiderio di conoscere le motivazioni che hanno spinto la giuria a preferire altre realtà, come per esempio Pescina, alla patria di Ovidio. Il dossier “La cultura è Metamorfosi”, redatto da dieci saggi incaricati dall'amministrazione comunale, secondo il sindaco Gianfranco Di Piero aveva le peculiarità giuste per arrivare tra le dieci finaliste. Ma si è fermato prima.
«Non nascondo l’amarezza per l’esclusione», ha spiegato il primo cittadino, «perché ritengo che Sulmona avesse le carte in regola per poter concorrere in questa competizione e soprattutto perché vanta un patrimonio culturale, storico e architettonico di particolare pregio e per tradizione, da decenni, svolge un’attività culturale importante anche in ambito regionale. E poi gli eventi di Sulmona sono particolarmente noti e attirano ogni anno migliaia di visitatori. Il dossier che abbiamo presentato era proprio un riassunto della programmazione culturale che a Sulmona si svolge normalmente nell’arco di un intero anno». Proprio per questo Di Piero vuole conoscere le motivazioni che hanno spinto la giuria ad escludere Sulmona. «È giusto conoscere le motivazioni», ha aggiunto il sindaco, «le attendiamo e siamo disposti ad accoglierle con grande interesse. Anzi le considereremo uno stimolo per migliorare. Consideriamo Sulmona città d’arte e di cultura, questo mancato riconoscimento non toglie e non aggiunge nulla a tutto ciò. Faremo tesoro delle motivazioni della giuria e non possiamo escludere l'ipotesi di ripresentare in futuro la nostra candidatura quando ci sarà data la possibilità di farlo. Nel frattempo», ha concluso, «intensificheremo le attività di promozione della nostra città e delle sue bellezze».
Anche il gruppo di lavoro formato la scorsa estate per elaborare questo progetto ha espresso rammarico per l’esclusione. «Noi siamo amareggiati come è normale che sia, poiché speravamo chiaramente in un esito diverso», ha precisato il professore Raffaele Giannantonio, docente di Storia dell’architettura, presidente dell’associazione “Il Quadrivio” e coordinatore del comitato dei saggi che ha predisposto il dossier.
«Siamo comunque sereni per il lavoro svolto e pienamente soddisfatti di quello che abbiamo fatto nei tempi e nei modi che ci sono stati concessi», ha proseguito Giannantonio. «Aspettiamo di conoscere le motivazioni per capire, senza alcuna polemica, dove abbiamo sbagliato. E aspettiamo anche di poter visionare i dossier delle altre realtà in corsa per capire in che cosa sono state più brave di noi. Un “in bocca al lupo” a tutte le realtà in corsa, in particolare a Pescina dalla quale ci divide una montagna. Come diceva Winston Churchill: il successo non è mai definitivo, la sconfitta non è mai fatale, è il coraggio di continuare che conta».
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