Di Piero: «Vogliamo una città vivibile, al centro il lavoro»

Il candidato del centrosinistra sul palco cita Sant’Agostino: «L’umiltà uccise la superbia, mai denigrato l’avversario»
SULMONA . «In questa campagna elettorale mi hanno rimproverato di fare troppe citazioni e di essere troppo pacato e poco aggressivo nei miei interventi. Mi richiamo allo stile della sobrietà, dell’equilibrio: non ho mai denigrato il mio avversario. Ho sempre esercitato il rispetto della dignità di chiunque, soprattutto di quelli che non la pensano come me. Questa sera, ricordando le parole di Sant’Agostino humilitas occidit superbiam dico che l’umiltà uccise la superbia». Gianfranco Di Piero chiude la sua campagna elettorale tra gli applausi di centinaia di persone in piazza Garibaldi per l’ultimo appello al voto del candidato sindaco del centrosinistra, sfidando freddo e vento gelidi. Lo fa scaldando i cuori dei suoi elettori con un appello lanciato insieme ai candidati che, in caso di vittoria, siederanno al suo fianco sui banchi di maggioranza nel consiglio comunale.
Un intervento durato più di 40 minuti in cui Di Piero ha più volte strizzato l’occhio al centrodestra «con cui abbiamo aperto un discorso sulle partecipate per smantellare l’attuale sistema di governance che ha combinato solo disastri nella partecipata». Di Piero si è tolto più di un sassolino dalle scarpe, criticando aspramente la decisione del suo avversario Andrea Gerosolimo di ritirarsi dopo il primo turno: «Ma si è reso conto di cosa diranno della politica di questa città all’Aquila, Pescara, Avezzano, Chieti e Teramo? Cosa sono indotti a pensare i nostri corregionali di quest’ennesima anomalia della politica cittadina? Non si può abbandonare Sulmona e svilire il prestigio della città con questi tatticismi che il candidato interpreta a proprio piacimento. La Costituzione dice che chi assolve a funzioni pubbliche lo fa con disciplina ed onore: dov’è il senso dell’onore in questo?».
Poi la chiusura con la visione futura della città: «Vogliamo una città vivibile, solidale, che dia pari opportunità a tutti, una città in cui i servizi sociali e sanitari funzionino. Vogliamo una città che metta al centro dei propri problemi il lavoro e l’occupazione, una città che non venga soverchiata da una discarica satura, ma che ha bisogno di riprogrammare una seria politica dei rifiuti. Una città dove ogni cittadino abbia il proprio ruolo».
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