Di Pietrantonio: "L'Aquila 2026 è un inizio per una città rifiorita"

A margine della cerimonia di apertura parla la scrittrice abruzzese: “Ora la scommessa è riabilitarla”
L'AQUILA. "Il terremoto di 16 anni fa ha segnato uno spartiacque drammatico nella storia recente di questa città. Oggi la vediamo in gran parte rifiorita, rinata. Adesso la scommessa è riabitarla, soprattutto nel centro storico". Donatella Di Pietrantonio, scrittrice abruzzese vincitrice del premio Strega 2024 con 'L'età fragile' e del premio Campiello 2017 con 'L'Arminuta', fotografa così la fase che si apre per l'Aquila: quella in cui, dopo la ricostruzione, la città deve tornare ad essere vissuta.
A margine della cerimonia di apertura dell'anno dell'Aquila Capitale Cultura, il 2026 viene descritto come un passaggio significativo per il percorso culturale di questa città: "Un anno importante, una sfida, un inizio che può lasciare qualcosa anche negli anni futuri". L'auspicio è che il titolo di Capitale della cultura non resti circoscritto al capoluogo, ma si estenda anche fuori: "Questo anno della cultura − ha aggiunto − non dovrebbe essere limitato all'Aquila, ma diffuso sul territorio. Quello che tutti ci auguriamo è che qualcosa resti e che qualcosa parta anche nei centri minori".
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