Di Stefano senza coalizione Retroscena della rinuncia

TAGLIACOZZO. La decisione di Pierluigi Di Stefano di tirarsi in dietro nella corsa allo scranno più alto alle prossime Comunali, ha suscitato in città non poche perplessità. Perché, ci si chiede, Di...
TAGLIACOZZO. La decisione di Pierluigi Di Stefano di tirarsi in dietro nella corsa allo scranno più alto alle prossime Comunali, ha suscitato in città non poche perplessità. Perché, ci si chiede, Di Stefano che, nell’annunciare la sua discesa in campo, era apparso determinato a mettercela tutta per la “rinascita” di Tagliacozzo, improvvisamente, ha deciso di mollare? Nella lettera inviata al Centro, nella quale il noto chirurgo comunica la decisione di farsi da parte, non lo dice esplicitamente, accenna solo alla mancanza di «aiuto» da parte «di chi da anni in città fa politica». Vediamo allora di capire ciò che è accaduto. Il disegno di Di Stefano era quello di costituire una grande coalizione. Di essa, ovviamente, non avrebbero fatto parte le forze che sostengono il sindaco uscente, Vincenzo Giovagnorio. Rimanevano lo schieramento di centrodestra, capeggiato da Maurizio Di Marco Testa, e il gruppo civico, che fa capo a Vincenzo Montelisciani, entrambi oggi all’opposizione. Di Marco Testa non ha mai fatto mistero dell’intenzione di ricandidarsi a sindaco per riconquistare quella carica alla quale nella passata legislatura aveva dovuto rinunciare in quanto coinvolto in una vicenda giudiziaria. Nell’incontro tenuto dal centrodestra, per decidere cosa fare, erano presenti l’assessore regionale Guido Liris e Benedetta Fasciani, figura emergente del partito della Meloni. La posizione di Liris e di Fasciani a sostegno di Di Stefano è apparsa subito chiara. A quel punto Di Marco Testa ha capito che se avesse puntato i piedi il centrodestra si sarebbe spaccato, e le chance di vincere le elezioni sarebbero sfumate. Non gli rimaneva che fare buon viso a cattiva sorte. L’incontro di Di Stefano con la delegazione del gruppo di Montelisciani sarebbe stato quello che ha fatto saltare il banco. A Montelisciani sarebbe stato detto, improvvidamente, che il vicesindaco sarebbe stata Francesca Romani. Una condizione che il gruppo non avrebbe potuto accettare.

