Di Stefano: «Sulle casette non ci sono sanatorie»
Il vicesindaco e Cialente hanno presentato il nuovo Prg: è un piano di alta qualità Dai costruttori nessuna pressione. Le “villette”? Abbattute solo quelle abusive
L’AQUILA. Non è un paese per costruttori. Non c’è una “sanatoria” per le casette antisismiche. E non ci sono state pressioni da costruttori, politici altolocati o capi bastone (per le frazioni). Sarà un Piano regolatore generale di «alta qualità». Nel centro storico del capoluogo non si potrà più costruire, nelle frazioni, invece, c’è un 15-20 per cento di «risparmio di suolo».
Hanno tenuto a precisare, ieri mattina a Palazzo Fibbioni, il sindaco Massimo Cialente e Pietro Di Stefano, assessore alla Ricostruzione e Pianificazione territoriale – nonché alla sua prima uscita da vicesindaco, dopo le dimissioni di Nicola Trifuoggi – che dopo 40 anni lasciano «non una bozza, ma un nuovo Prg». Che avrebbero anche potuto «adottare mesi fa, quando è stato approvato dal consiglio comunale, perché basato su normative precise e inattaccabili – ecco perché non potevano esserci pressioni – ma non lo abbiamo fatto per questioni di correttezza e opportunità con chi andrà ad amministrare la città dopo giugno», ha detto Di Stefano.
Il nuovo Prg è stato presentato ufficialmente ieri mattina ed è tutto digitalizzato.
«È un Piano regolatore che si dimensiona su una città con una popolazione teorica di 137 mila abitanti. L’aumento, rispetto ai 129mila previsti nel precedente Prg – che risale al 1975 – è teorico rispetto alle aree disponibili», ha precisato l’architetto Chiara Santoro, dirigente del settore, che ha curato la redazione dello strumento urbanistico insieme a un gruppo di lavoro di giovani tecnici assunti con il Concorsone.
«La differenza rispetto al passato è che questo Prg è condiviso: abbiamo ascoltato tutte le componenti», ha detto Di Stefano, «quindi chi verrà dopo di noi ad amministrare, avrà due strade da seguire: 1) riprendere questo lavoro; 2) darsi un termine certo e portarlo a compimento. Abbiamo anche risparmiato molti soldi con le consulenze, perché per lo studio e la redazione abbiamo utilizzato tutto personale in house, cioè nostri dipendenti. Come paragone possiamo dire che per l’ultimo Prg sono stati utilizzati 27 tecnici esterni più un ingegnere, con costi esorbitanti». Il nuovo Prg, quindi, è comunque al di là da venire, visto che bisognerà attendere le elezioni, poi le valutazioni della nuova amministrazione e vedere cosa deciderà. E infine l’adozione. Potrebbe non bastare la prossima consiliatura.
Le linee salienti riguardano la pianificazione alla luce del terremoto («da rivedere come gestire il Progetto case, se abbatterlo in parte, visto anche l’enorme dispendio economico per i costi di manutenzione», ha precisato Di Stefano, «ma finché continua a regnare l’incertezza per il terremoto bisogna tenerlo»); il piano per lo sviluppo economico, una pista ciclabile che va da Ovest a Est e da Nord a Sud. E poi i progetti speciali, con pubblico e privato dove, però «i privati non potranno fare ciò che vogliono».
Discorso a parte per le casette antisismiche: gli abusi non saranno sanati, ha detto Di Stefano, «ma si può ragionare su quelle “regolari”». «È un Prg di alta qualità», ha chiosato Cialente.
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