Dieci milioni per rilanciare le imprese

1 Febbraio 2019

Al fondo, già stanziato, possono aderire aziende piccole e piccolissime e anche gli autonomi. Prestito medio di 33mila euro

L’AQUILA. Dieci milioni di euro dei fondi Restart per sanare un gap che frena lo sviluppo e la ripresa delle piccole e medie attività del cratere 2009: l'accesso al credito. Questione di ore – dato che la Struttura tecnica di missione ha autorizzato il trasferimento – e la somma sarà disponibile nelle casse della Regione. La prima tranche, relativa all'annualità 2018, è di 7 milioni e 800mila euro, a cui aziende e lavoratori autonomi potranno accedere, come fondo di garanzia, per ottenere soldi dalla banche. Liquidità che può servire a finanziare programmi di investimento in beni materiali e immateriali, aumentare il capitale sociale, ma anche a consolidare le passività bancarie o rinegoziare i prestiti. Capitale circolante che, nel caso della ricostruzione, sarà utile anche all'anticipazione delle fatture.
SOLDI ALLE PICCOLE IMPRESE. Lo sblocco del programma Restar, nell'ambito del 4% dei finanziamenti della ricostruzione, destinati alla ripresa delle attività produttive, e nello specifico dei 10 milioni di euro «che agevoleranno l'accesso al credito da parte di piccole e piccolissime aziende, nonché dei lavoratori autonomi», è stato salutato con favore dal presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, e dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, il primo a darne l'annuncio. Al momento, saranno disponibili 7 milioni e 800mila euro, come bacino a cui attingere nell'ambito dei fondi di garanzia.
GESTIRÀ LA REGIONE. «L'esigenza di utilizzo, per velocizzare il meccanismo», spiega Antonio Mancini, addetto alla segreteria tecnica del presidente Lolli e componente del gruppo tecnico dei fondi del 4% alla presidenza del Consiglio dei ministri, «era quella di evitare il passaggio sulla piattaforma nazionale. Siamo riusciti, e non è stato facile, a ottenere una gestione diretta dei fondi, tramite la finanziaria in house della Regione che, con delibera di giunta numero 43 del 25 gennaio scorso, ha approvato gli indirizzi di destinazione delle risorse».
UTILIZZO DEL FONDO. Per le piccole imprese sarà molto più semplice ottenere soldi dagli istituti di credito, superando l'ostacolo della “garanzia bancaria”, che fa chiudere le porte a molte aziende. Si potrà avere accesso al fondo Restart per investire in beni materiali e immateriali, procedere ad un aumento di capitale o consolidare passività bancarie e rinegoziare vecchi prestiti. C'è, poi, tutto il capitolo legato al fabbisogno di capitale circolante «che può andare a soddisfare l'esigenza di anticipazioni sulle fatture della ricostruzione», sottolinea Mancini, «nell'ambito della filiera che stritola i piccoli, in assenza di liquidità».
COME FUNZIONA. Ma cosa bisogna fare per utilizzare i fondi Restart per l'accesso al credito? Il meccanismo è semplice e passa attraverso tre soggetti: l'impresa o il lavoratore autonomo, i Confidi e gli istituti bancari. «Le somme richieste», afferma Mancini, «vengono accantonate in banca come fondo di garanzia, con un sistema moltiplicatore: ogni euro accantonato, garantisce l'erogazione di almeno 4-5 euro, come prestito da parte delle banche». Non sono previsti scaglioni o tetti massimi.
LE RICHIESTE. «Le somme», fa sapere Mancini, «passeranno, per la loro attivazione, attraverso garanzie prestate dai Confidi al sistema bancario con un doppio valore: facilitare l'accesso al credito ed evitare che la banca debba accantonare, come fondo rischi, l'8 per cento di quanto erogato a titolo di prestito. Non di poco conto, la possibilità di sommare gli strumenti di agevolazione creditizia con quelli a fondo perduto, come il bando per il turismo o Fare Centro».
I NUMERI. Attingendo al report delle agevolazioni dei fondi Por, la Regione ha calcolato che a beneficiare della misura Restart per l'accesso al credito, nel cratere aquilano, saranno circa 300 imprese, con un prestito medio garantito dai Confidi di circa 33mila euro.
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