«Dieci ore al pronto soccorso» Scatta l’inchiesta della Procura

23 Luglio 2022

Lunga attesa per una disabile che aveva necessità di una trasfusione di sangue, protesta la famiglia La direzione dell’ospedale avvia un accertamento interno. I sindacati: «Personale allo stremo»

AVEZZANO. Trascorre dieci ore in pronto soccorso per una trasfusione di sangue urgente. È quanto sostiene la famiglia di una 36enne di Pescina con disabilità che intende presentare una denuncia su quanto accaduto. Ma sulla vicenda emersa nelle ultime ore ha acceso già i riflettori la Procura di Avezzano che ha aperto un’inchiesta. I familiari della donna si riservano di verificare eventuali responsabilità attraverso il loro legale, l’avvocato Berardino Terra, e di procedere anche per eventuale difetto di organizzazione della struttura sanitaria così come previsto dalla legge Gelli-Bianco. Secondo il racconto della famiglia, referti medici alla mano, la donna è arrivata in pronto soccorso alle 15.31 e dimessa alle 2 di notte. La paziente è affetta da una patologia a causa della quale necessita di trasfusione di sangue. Anche mercoledì scorso F.D.G. è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso come suggerito dal medico curante, restando in attesa della trasfusione per oltre dieci ore. Come dimostrato dai referti medici, la 36enne è arrivata in pronto soccorso alle 15.31, dopo circa due ore, alle 17.40, è stata sottoposto ad anamnesi. Solo alle 21.20, dopo quasi cinque ore di attesa, è stata sottoposta alla prima trasfusione. All’1.30 le è stata somministrata una seconda sacca di sangue. È stata dimessa dal promo soccorso alle 2.02.
Una situazione inaccettabile per i familiari che hanno deciso di rivolgersi a un legale per accertare eventuali responsabilità.
Sulla vicenda i vertici dell’ospedale hanno preannunciato un accertamento interno, ascoltando anche il personale presente in reparto quando si sarebbe verificato il disservizio. Anche la Asl sta valutando la situazione.
Secondo Cgil, Cisl, Fials e Nursind «occorre un confronto sulle problematiche che stanno investendo le strutture del territorio a garanzia della salute dei cittadini, del rispetto dell’integrità psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori. La situazione emergenziale, oramai persistente dall’inizio della pandemia, ha acuito la grave condizione del sistema salute nella nostra regione già provato da anni di carenza in termini di personale sanitario, amministrativo e di innovazione tecnologica. Basta considerare che l’Abruzzo presenta a oggi bassi livelli di performance (meno del 30%) appena superiore a Campania e Calabria, ultime in graduatoria secondo i dati Panel 2022».
Tra i punti all’ordine del giorno ci sono anche la situazione emergenziale dei pronto soccorso e la carenza di personale. «Il personale è ormai ridotto allo stremo per il sovraccarico di lavoro ed il frequente ricorso alle prestazioni in orario aggiuntivo oltre che ai turni di lavoro straordinario», concludono le sigle sindacali, «i frequenti contagi riducono ulteriormente le esigue risorse a disposizione, venendo così meno le norme di sicurezza sul lavoro».
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