Diecimila occupati di meno in provincia

21 Settembre 2019

La denuncia di Marrelli (Cgil): «Nell’ultimo decennio in calo il lavoro giovanile. Preoccupa la mortalità delle imprese»

L’AQUILA. Diecimila occupati persi in dieci anni, disoccupazione giovanile alle stelle, esportazioni a picco (specie nei settori ad alto valore aggiunto), un saldo negativo tra natalità e mortalità delle imprese, spopolamento dei paesi galoppante, favorito dal progressivo rimensionamento dei servizi pubblici fondamentali (dalla sanità alla scuola) e da un’emigrazione solo parzialmente compensata dai nuovi arrivi di cittadini stranieri.
È un quadro a tinte fosche quello che viene fuori leggendo gli indicatori economici della provincia dell’Aquila forniti dalla Cgil, illustrati ieri in conferenza stampa dal segretario provinciale della Camera del Lavoro Francesco Marrelli, e da Luigi Antonetti, segretario provinciale Filcams. Quelle fornite dalla Cgil sono cifre che disegnano uno scenario di crisi profonda di tutto il territorio, per fronteggiare il quale il sindacato chiede l’immediata attivazione, da parte della Regione per le aree interne.
OCCUPAZIONE. «La provincia dell’Aquila già prima del sisma aveva subìto pesantemente le conseguenze della crisi economica: dai 124.000 occupati del 2007 si era passati ai 117.000 del 2008. Dopo il terremoto, il numero di occupati è sceso al picco minimo di 107.000 al 31 dicembre 2014, con calo complessivo di 17.000 posti. Oggi», ha affermato Marrelli, «secondo i dati Istat, il nostro territorio ha perso, a partire dal 2007, circa 10.000 occupati (al 2018 risultavano 114.000 lavoratori) con un recupero parziale, ma ancora lontano da un’effettiva ripresa occupazionale».
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. Male, ha sottolineato Marrelli, anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), balzato dal 25,5% del 2008 al 31,1% del 2018. A ciò si aggiunga che il tasso di disoccupazione riferito a tutte le persone con oltre 15 anni è passato dall’8,3% del 2008 al 9,8 % del 2018. L’unico indice che subisce una crescita nel periodo 2008-2018 è quello delle società cooperative, conseguenza anche di esternalizzazioni si servivi pubblici o negli appalti, che passa dal 3,5% del 2008 al 4,3% del 2018».
IMPRESE. «Sul fronte imprese», ha aggiunto Marrelli, «si riscontra una preoccupante inversione di tendenza tra iscrizioni e cessazioni dal 2014 in poi. Fino quell’anno le iscrizioni al registro delle imprese risultavano maggiori rispetto alle cessazioni. Dal 2014 al 2018, siamo passati da 26.690 attività del 2014 a 26.358 del 2018».
ESPORTAZIONI. «Nel 2008», ha detto Marrelli, «il valore delle esportazioni era pari a circa 1 milione di euro, nel 2018 poco più di 600mila (-39,5%). Nei settori trainanti (chimico-farmaceutico, elettronica, mezzi di trasporto, terziario avanzato), il dato è ancora più allarmante: da circa 700mila (2008) a 426mila (2018), con -38,17%».
SPOPOLAMENTO. «Tra il 2012 e il 2017», ha concluso Marrelli, «2mila persone dalla provincia dell’Aquila sono andate a vivere altrove».
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