Differenziata non raccolta La protesta delle frazioni

21 Dicembre 2018

L’AQUILA. Non si placano le proteste per i disservizi legati alla raccolta differenziata. Dalla zona Est giungono numerose segnalazioni. «Anche a Paganica la situazione è ferma da una settimana»,...

L’AQUILA. Non si placano le proteste per i disservizi legati alla raccolta differenziata. Dalla zona Est giungono numerose segnalazioni. «Anche a Paganica la situazione è ferma da una settimana», raccontano alcuni residenti. «Tutti i condomìni di via Nazareno Strampelli e via Corvenisci sono in questa situazione da una settimana. La problematica è condivisa anche dalle altre frazioni (Tempera, Sassa, Pianola, Monticchio). Speriamo in un intervento a sostegno di questa situazione insostenibile anche in vista delle prossime festività».
L’ambientalista Alfonso De Amicis di Tempera scrive in una nota: «Sono ormai giorni che la raccolta differenziata latita in diverse parti della città. Ma quale la causa profonda di questo disagio? Incapacità della gestione dell’Asm oppure i mali vengono da lontano? Intanto diciamo che la struttura che opera per la raccolta e smaltimento dei rifiuti è palesemente sotto organico. Il personale comincia ad avere una forte componente di anzianità e a questo va aggiunto che negli anni addietro, per risparmiare, le uniche politiche per così dire attive sono state quelle del contenimento del costo del lavoro. Oggi in Italia, di fronte allo scellerato patto di stabilità esterno e interno che impone rigidità sul piano degli investimenti e delle assunzioni solo il Comune di Napoli ha avuto l’ardire di rompere con le assurdità di questi dettami dell’ortodossia liberista. Ora, per risolvere queste assurdità e dare risposte alla città che in questi giorni sta soffrendo più del dovuto rimangono due strade percorribili: a) un accordo tra lavoratori e vertici aziendali per delle giornate lavorative straordinarie ben pagate, con accordi scritti e certificabili; b) assunzioni di personale giovane, almeno trenta unità, e nel contempo accompagnare alla pensione i lavoratori più anziani che ormai non sono più in grado di stare lungo la strada. Ciò è possibile perché è stato praticato in diverse città italiane che hanno municipalizzate e che soffrono gli stessi problemi. E tuttavia nel nostro caso va sottolineato un fatto che si trascina da tempo e cioè che abbiamo un territorio vastissimo e accidentato. Facciamo presto prima che esploda il problema».(g.p.)
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