Digitale e imprese, sfida dei “cervelli” aquilani

11 Agosto 2022

Cinque ricercatori creano una start up: «Restiamo in questa città, la ricostruzione non è solo materiale»

L’AQUILA. Nella transizione digitale c’è il futuro delle piccole e medie imprese. Ne sono convinti cinque giovani ricercatori, Francesco Di Felice, Enrico Mattei, Oscar Guerra, Simone Marasi e Vittorio Mattei, promotori della start up, Agit Engineering srl, società di servizi e consulenza nell’ambito dell’intelligenza artificiale, che ha sede all’Aquila. I fondatori dell’innovativo sistema sono diventati soci dopo la laurea in Ingegneria conseguita in varie università italiane e stanno completando la formazione attraverso dottorati di ricerca nei diversi atenei. L’amministratore dell’azienda è Francesco Di Felice, 26 anni, di Vittorito, ricercatore al Sant’Anna di Pisa, che spiega: «Il nostro obiettivo è quello di supportare le piccole e medie imprese nel processo di transizione digitale, elemento che è diventato sempre più rilevante nel panorama economico del Paese. Le direttrici di intervento di Agit corrono, dunque, su due binari complementari che sono la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale». L’impresa, dopo un rodaggio virtuale di alcuni mesi, dunque, nasce «dalla volontà», prosegue Di Felice, «mia e dei colleghi di tornare nella nostra terra, l’Abruzzo, e mettere a disposizione le conoscenze specialistiche, ottenute con attività di ricerca e studio nelle migliori università italiane, delle piccole e medie imprese, al fine di abilitarle al paradigma dell’industria 4.0, mediante la transizione digitale». La sede aziendale all’Aquila non è casuale: «Questa città è un luogo simbolo per me e per i miei soci. Dopo la ferita inferta dal terremoto, la nostra è una scelta forte, una sfida nella sfida, dettata dal grande amore verso la nostra terra e dalla volontà di costruire una realtà innovativa e portatrice di occupazione in un territorio in cui la ricostruzione non può essere solo materiale, ma ha necessità di riempirsi di contenuti. Nostra volontà», sottolinea il ricercatore, «è ricostruire la memoria dei nostri paesi attraverso borghi digitalizzati e connessi. Il core business di Agit è guidare le aziende nell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale, analizzando ogni realtà produttiva nel suo complesso e individuando in quale fase del processo aziendale essa possa portare i vantaggi maggiori. Forniremo alle realtà imprenditoriali un team di esperti e sviluppatori al fine di intervenire nella digitalizzazione e colmare, così, il cosiddetto divario digitale, permettendo di rimanere al passo coi tempi in un mercato sempre più dinamico e mutevole». (c.c.)