Dimentica di timbrare, prosciolto il custode del cimitero

14 Novembre 2014

SULMONA. Era finito sotto inchiesta per truffa aggravata perché si era dimenticato di vidimare il cartellino d’uscita, assentandosi dal posto di lavoro in tre occasioni. Ieri il giudice per le...

SULMONA. Era finito sotto inchiesta per truffa aggravata perché si era dimenticato di vidimare il cartellino d’uscita, assentandosi dal posto di lavoro in tre occasioni. Ieri il giudice per le udienze preliminari lo ha prosciolto perché il fatto non sussiste. Protagonista della vicenda un dipendente del Comune, Guerino Paolini, custode del cimitero cittadino. Secondo il giudice, che ha applicato le direttive della Cassazione, l’assenza ingiustificata del dipendente non ha procurato un danno economicamente apprezzabile all'ente pubblico, da qui il proscioglimento. A Paolini erano state contestate tre assenze ingiustificate, per un totale di 170 minuti che rapportato al suo stipendio hanno portato a un guadagno totale di 74,81 euro in busta paga. A difendere davanti al gup gli interessi del custode del cimitero c’era l'avvocato Alberto Paolini, il quale ha sottolineato nella sua arringa che la mancata vidimazione del cartellino era stata una dimenticanza. Tra l'altro il dipendente, dai calcoli esposti dal suo legale, vantava anche delle ore nei confronti dell'ente per straordinari che non erano stati calcolati. (c.l.)