Dimissioni Biondi Cialente tuona anche contro l’opposizione

20 Marzo 2019

L’AQUILA. In attesa di vedere cosa accadrà tra oggi e domani, dopo le consultazioni del coordinatore regionale di FdI, Etel Sigismondi, con i gruppi di maggioranza in consiglio comunale, a seguito...

L’AQUILA. In attesa di vedere cosa accadrà tra oggi e domani, dopo le consultazioni del coordinatore regionale di FdI, Etel Sigismondi, con i gruppi di maggioranza in consiglio comunale, a seguito delle dimissioni di giovedì scorso del sindaco Pierluigi Biondi, c’è inquietudine anche nel centrosinistra, o quello che ne rimane. E se più voci suggeriscono che domani Biondi potrebbe annunciare il ritiro delle dimissioni e presentare la nuova giunta comunale – comunque entro la settimana –, la proposta di Americo Di Benedetto, ora consigliere regionale e leader del Passo Possibile in Comune, di fornire una stampella al sindaco per una giunta tecnica (dello stesso parere il consigliere di opposizione Elisabetta Vicini, Socialisti), continua a far discutere.
L’ex sindaco Massimo Cialente non critica solo Biondi, «attaccato alle candidature» (Parlamento?), ma anche l’opposizione: «Questo consiglio comunale, tranne rarissime eccezioni, è un fallimento, con un’opposizione spaccata», afferma l’ex sindaco. «”La guerra dei bottoni” è un film che racconta di due bande di ragazzini che verso la fine della Seconda guerra, in Irlanda, si affrontano in continue battaglie per spartirsi il territorio ed affermare, senza un fine, la supremazia dell'una sull'altra», dice Cialente. «Da cittadino aquilano seguo indignato, preoccupato, arrabbiato quanto sta accedendo in consiglio comunale. Sfaldata la maggioranza, sfaldata l’opposizione. Ormai gruppi e gruppetti che si confrontano tra rancori personali, invidie, vendette, carrierismi, trasversalità. Sullo sfondo restano una città e un comprensorio ancora gravemente sofferenti, con un arresto della ricostruzione fisica, una crisi economica e sociale drammatica. Ormai si cercano solo poltrone».
«Le (finte) dimissioni del sindaco, hanno creato uno scompiglio politico di rilevanti proporzioni, difficile da spiegare agli elettori», sostiene Giustino Masciocco, capogruppo di Articolo 1 in consiglio. «Viene finalmente scoperchiato il vaso di Pandora, la folle decisione presa nella primavera del 2017 di far partecipare due esponenti del Pd alle primarie. Quella scelta ha prodotto, di fatto, una serie interminabile di veleni e dispetti politici che hanno portato all’attuale situazione. Continuare a regalare elettori alla Lega e al M5S, è lo sport del momento», sostiene, riferendosi a Di Benedetto, «il mondo della sinistra deve chiedersi se rappresenta ancora le esigenze delle cittadine e dei cittadini».
«Le dimissioni del sindaco, pur comprensibili per le difficoltà che ha dovuto registrare nell’attività amministrativa quotidiana e, soprattutto, per la guerra interna alla sua coalizione di centrodestra, sono un gesto politico inopportuno e grave», afferma il capogruppo Idv, Lelio De Santis, «perché sono presentate in un periodo particolare e delicato: a 15 giorni dalla scadenza del termine per l’approvazione del bilancio preventivo 2019, l’atto più importante e qualificante di un Comune, e a 20 giorni dal decennale del sisma».
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