Diocesi e Cogesa insieme per l’ambiente

13 Giugno 2021

Il vescovo Fusco incontra vertici e dipendenti dell’azienda e rilancia il tema della conversione ecologica

SULMONA. Nasce la collaborazione tra il Cogesa e la Curia nel segno della tutela del territorio e nel rispetto dell’ambiente. L’ipotesi di lavoro tra la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti e la diocesi è stata sancita con la visita del vescovo Michele Fusco negli uffici e negli impianti del Cogesa.
Monsignor Fusco ha conosciuto i dipendenti e i vertici dell’azienda con i quali si è intrattenuto a lungo per avere maggiori informazioni possibili sull’azienda, sul funzionamento del processo di avvio a recupero dei materiali e soprattutto sui nuovi investimenti già programmati per il miglioramento delle macchine e degli impianti nel segno del rispetto dell’ambiente.
Al termine dell’incontro il vescovo Fusco si è detto soddisfatto ribadendo l’impegno della Chiesa sui temi legati all’ambiente e sull’importanza di una “conversione ecologica” per la salvaguardia del creato, come indicato da Papa Francesco. «Temi sui quali ho potuto constatare la piena convergenza del cda dell’azienda», ha spiegato il vescovo. «Da questo primo incontro dovrà nascere un rapporto proficuo che ci veda tutti insieme per promuovere iniziative virtuose volte a far sentire il territorio che abitiamo una “casa comune” che ci ospita e ci unisce, come popolo e comunità. Lavoriamo perché, anche rispettando l’ambiente e la natura, sia salvaguardata la vita e la salute di tutti». Soddisfatti dell’incontro con il vescovo anche i vertici dell’azienda. «La collaborazione», hanno spiegato i dirigenti Cogesa, «si esplicherà nell’ottica del rispetto dell’ambiente, del territorio e del valore sociale dello sviluppo sostenibile», hanno sottolineato il presidente Nicola Guerra e i consiglieri Valentina Di Benedetto e Sandro Ciacchi che hanno voluto «ringraziare il vescovo per il suo interessamento. È la prima volta che la Chiesa manifesta in maniera così esplicita, l’interesse per la tutela dell’ambiente. «Dobbiamo seguire la strada tracciata da Papa Francesco nella sua enciclica Laudato sì», ha concluso il vescovo. «Nei sei capitoli in cui il documento è diviso, il Papa evidenzia che la nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede una “conversione ecologica” affinché l’umanità assuma la responsabilità di un impegno concreto per la sua protezione». (c.l.)
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