Diocesi, fusione bocciata dal Consiglio pastorale

Documento inviato alla Cei contro il progetto di riordino voluto dalla Santa sede Tamasi: «Non è un danno all’economia, ma alla spiritualità della Chiesa»
SULMONA. Si compatta il fronte del no alla soppressione della diocesi di Sulmona-Valva. Anche il Consiglio pastorale diocesano, presieduto dal vescovo Angelo Spina, ha bocciato la fusione con la Marsica. Accorpamento avviato dalla Santa sede nell’ambito della riorganizzazione delle diocesi, che nell’ottica di un risparmio delle spese prevede la fusione per quelle con meno di 90mila abitanti. La contrarietà unanime del Consiglio pastorale diocesano sarà sancita in un documento che verrà spedito nei prossimi giorni alla Conferenza episcopale italiana e a quella Abruzzese e Molisana. È stato lo stesso vescovo, in apertura della seduta straordinaria, a spiegare ai direttori dei singoli uffici pastorali e ai laici membri del consiglio l’origine del riordino delle diocesi.
Sulla stessa scia dei presbiteri e del Collegio dei consultori, che già hanno fatto appello al presidente della Cei Angelo Bagnasco, anche il Consiglio pastorale diocesano chiede che la chiesa di Sulmona-Valva resti autonoma, con il suo vescovo. «La nostra diocesi conta 82mila abitanti», ricorda monsignor Spina, «e dunque poco sotto la soglia minima per la sopravvivenza. Senza contare le condizioni orografiche del territorio della diocesi, che impongono la salvaguardia delle sue istituzioni».
Da capire ancora, infatti, le conseguenze pratiche della fusione con la Marsica: da un lato potrebbe prefigurarsi solo il trasferimento del vescovo, che dovrà gestire un territorio più ampio, dall’altro potrebbe comportare la chiusura degli uffici diocesani dove reperire anche semplici documenti per i sacramenti.
«È un danno non tanto all’economia, quanto alla spiritualità della Chiesa di Sulmona-Valva», interviene Pietro Tamasi, componente del Consiglio pastorale. Alla seduta hanno preso parte, oltre al vescovo Spina, il vicario generale monsignor Maurizio Nannarone, i sacerdoti della diocesi e i laici delle aggregazioni laicali. Proprio i preti nei giorni scorsi avevano alzato la voce. Maurizio Nannarone, vicario generale, Eulo Tarullo, cancelliere vescovile, Carmine Caione, Luigi Ferrari, Ramon Peralta ed Eustachio Schiappa hanno ribadito con forza «la necessità di mantenere l'indipendenza della diocesi».
Federica Pantano
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