Dipendente di Tekneko muore sul lavoro

Coinvolta l’azienda marsicana: 55enne di Frascati travolto dal camion dei rifiuti, denuncia dei sindacati
AVEZZANO. Un dipendente di Tekneko è rimasto vittima di un incidente sul lavoro. Secondo una prima ricostruzione l’operatore ecologico dell’azienda marsicana che si occupa dell’igiene urbana in 28 comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Puglia è morto schiacciato tra il muro di recinzione di un’abitazione e il camion della spazzatura a Frascati (provincia di Roma), in via Colle dello Stinco. La vittima è Giovanni Criccomoro, 55 anni, padre di tre figli. Sull’accaduto indagano i carabinieri e gli ispettori del lavori. La tragedia risale alla notte tra mercoledì e giovedì. Il netturbino era sceso dal mezzo per raccogliere i rifiuti da un cassonetto della differenziata quando il camion della nettezza urbana lo ha schiacciato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e l’ambulanza che ha trasportato il 55enne all’ospedale di Frascati dove è arrivato in codice rosso. Le sue condizioni erano gravissime tanto che Criccomoro è morto poco dopo. Sul caso indagano i carabinieri di Frascati che, insieme agli ispettori del lavoro della Asl Roma 6, stanno cercando di fare luce sull’accaduto. Il mezzo è stato sequestrato e la salma del netturbino trasferita alla camera mortuaria del Policlinico Tor Vergata per l’autopsia. Secondo la prima ricostruzione, come riporta La Repubblica, Criccomoro si trovavanella parte posteriore del mezzo per la raccolta dei rifiuti. Il camion, sfrenandosi, lo ha schiacciato contro il muro di un’abitazione. Ancora non è chiaro da cosa sia stato causato l’incidente. Non si esclude, però, che possa essersi trattato di un malfunzionamento sul mezzo. L’ennesimo secondo i colleghi della vittima e come denunciato dal sindacato cui l'operatore ecologico di Tekneko era iscritto.
«A togliergli la vita sarebbe stato un guasto meccanico, non il primo secondo le testimonianze e le denunce dei colleghi», fanno sapere dalla Cgil, «saranno le indagini a chiarire la dinamica, ma resta il fatto che Giovanni stava lavorando da solo, una prassi, comune in tante aziende, che la Fp Cgil del territorio ha sempre contestato, chiedendo la presenza di due operatori, di cui uno fisso in cabina per controllare il mezzo».(f.d.m.)
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