Dipendenti assenteisti, al via il processo

19 Febbraio 2020

Furbetti del cartellino: in sei sono comparsi davanti al giudice per rispondere dei reati di falso e truffa ai danni dello Stato

SULMONA. È iniziato il processo a carico dei sei dipendenti comunali accusati di essersi assentati durante l’orario di lavoro. Davanti al giudice sono comparsi Marco Chiavari, Giovanni Del Signore, Stefano Pezzella, Venanzio Piccoli, Mirella Santilli e Felicia Vanacore che facevano parte della lunga lista di 48 dipendenti finiti inizialmente nel libro degli indagati a seguito dell’inchiesta avviata dalla Guardia di finanza di Sulmona sull’assenteismo. Il giudice Concetta Buccini ha disposto il rinvio dell’udienza al prossimo 12 marzo quando saranno ascoltati i primi sette testimoni convocati dal pubblico ministero.
Si tratta degli uomini della Guardia di finanza che hanno portato avanti le indagini per oltre un mese e mezzo, monitorando tutti gli spostamenti dei dipendenti comunali durante l’orario di lavoro.
E davanti al giudice dovranno ricostruire proprio i passaggi più delicati riferendo i particolari e le modalità di come sono state portate avanti le indagini dal momento dell’istallazione delle telecamere, ai pedinamenti e alle contestazioni finali. A tutti i sei dipendenti comunali vengono contestati i reati di falso e truffa ai danno dello Stato.
Sempre per quanto riguarda l’inchiesta penale restano in sospeso alcune posizioni per le quali la procura ha chiesto l’archiviazione e si è ancora in attesa delle decisioni del gip, il quale deve decidere se accogliere la proposta della procura o se rimandare gli atti al pubblico ministero disponendo nuove indagini.
Anche se sembrerebbe che le scelte siano ormai state fatte e che dei 48 dipendenti originariamente finiti sotto inchiesta, solo sei subiranno il processo penale. Per quanto riguarda il filone contabile, invece, si è in attesa della sentenza dei giudici della Corte dei Conti che dovrebbe essere depositata in questi giorni. Su questo fronte è in gioco la posizione di 18 dipendenti comunali chiamati a risarcire, a vario titolo, 275.584 euro di cui 215mila per danno all’immagine dell’ente, 50mila euro per danni da disservizio e 10.584 per indebita retribuzione.
Sul fronte, infine, dell’inchiesta disciplinare, dei 24 dipendenti coinvolti nella vicenda l’unico lavoratore al momento ad avere impugnato il provvedimento è Stefano Pezzella, anche perché è l’unico ad aver avuto la sanzione più severa con il licenziamento in tronco dal posto di lavoro.
Per l’avvocato Alberto Paolini che difende Pezzella, «il provvedimento adottato dal Comune è da annullare perché notificato fuori tempo massimo, dal momento che gli addebiti disciplinari sono arrivati con due anni e mezzo di ritardo rispetto ai fatti contestati al mio cliente».
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