Dipinti sulle volte e il busto del Guerriero

5 Giugno 2014

Ecco i tesori celati nelle stanze dell’antico edificio, spunta anche una scultura di datazione incerta

L’AQUILA. Palazzo Antinori ha al suo interno splendidi tesori. Si tratta di dipinti sulle volte e di un curioso ritrovamento nascosto nella struttura. A occuparsi del restauro dei dipinti il restauratore siciliano Davide Rigaglia, che ha già operato in città in pregevoli interventi. Suo quello degli affreschi di San Giuseppe Artigiano e sempre sua l’opera di restauro degli stucchi e delle superfici lignee di San Giuseppe dei Minimi. Rigagli, che da studente partecipò a parte dei restauri dei capolavori di Assisi, spiega: «All’epoca mi trovai davanti a Cimabue, ma anche le più piccole testimonianze della storia hanno grande valore». A Palazzo Antinori le bellezze pittoriche si trovano al primo piano. La prima stanza presenta sul soffitto il dipinto di un rosone al centro di fiori, un dipinto su carta applicato sul muro, che imita il tessuto. Ogni angolo poi è adornato da dipinti floreali. Per recuperare i dipinti, nella fase di stacco, per la prima volta si è adottato il ciclododecano per velinare e proteggere la superficie dipinta. Per volontà della Soprintendenza, poi, in alcune parti dei dipinti restano tracce dell’evento sismico. «Nella stanza successiva il dipinto apre la volta come accade nella Camera degli Sposi di Mantegna», spiega Rigaglia, «e verso il cielo ci sono due figure femminili che danzano. In questo lavoro c’è una possibile discendenza dal pittore Patini, ma l’autore resta sconosciuto e si tratta di un dipinto murale a secco». Un altro dipinto orna il soffitto del salone. Le opere del palazzo restituiscono una grande serenità e un passato nobiliare. All’interno della struttura poi è emerso un mezzo busto, il cui stile è quello del Guerriero di Capestrano. Ora, però, se ne sta valutando l’autenticità. «Gli abitanti del palazzo ci hanno chiesto di valorizzare la statua», ha spiegato l’architetto Parisse, «e al termine dei lavori la collocheremo all’ingresso». (b.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA