Direzione Tsa, arrivano critiche al bando

Il regista Milani scrive a Biondi: «Va rivisto, ci sono troppe lacune e tempi stretti per le domande»
L’AQUILA. Rivedere il bando emanato dal Tsa per la nomina del nuovo direttore. Troppe lacune e tempi eccessivamente stretti per le domande. Tutto nero su bianco, in una lettera aperta inviata dal regista di origini aquilane, Daniele Milani, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
A mancare, per Milani, sono soprattutto «i riferimenti al progetto di direzione artistica, che i candidati si impegnerebbero a mettere in essere».
«Da professionista del teatro ho accolto con grande apprezzamento la decisione di procedere ad una "manifestazione di interesse pubblico" per la nomina del nuovo direttore artistico del Teatro stabile d'Abruzzo», scrive Milani, «questo ipotetico cambio di rotta rispetto alle nomine esclusivamente politiche, e sempre poco trasparenti, che si sono susseguite senza sosta negli ultimi decenni, è apparso subito come una novità importante per cercare di selezionare il candidato più idoneo, sulla base di criteri il più possibile oggettivi e innescare realmente un cambio di rotta. Tuttavia, va constatato come il bando pubblicato dal Tsa sia deficitario di due importanti elementi. La prima grande obiezione riguarda i tempi entro cui si è obbligati a presentare la domanda, entro il 15 novembre. Mi pare scontato affermare che più un professionista è quotato, più impegni avrà in agenda e più avrà bisogno di tempo per avanzare una candidatura seria e non basata sull'improvvisazione».
L'altro punto evidenziato da Milani riguarda il programma da presentare. «La seconda scelta, che denota enorme superficialità nel bando pubblicato dal Tsa», afferma Milani, «è la totale mancanza di riferimenti al progetto di direzione artistica dei candidati. La selezione avverrà esclusivamente tramite curriculum. Ma la qualità di un progetto non dipende solo dal prestigio di un cognome o dalla notorietà di esperienze pregresse. D'altra parte è sotto gli occhi di tutti come, grossi personaggi che si sono susseguiti in questi anni, non hanno mai dato al Teatro Stabile d'Abruzzo, all'Aquila e all'Abruzzo, lo stesso lustro che sono riusciti a dare al proprio cognome. Le uniche linee guida della nuova direzione artistica, dovrebbero essere i bisogni del territorio». Milani non nasconde di essere interessato al ruolo di direttore del Tsa, «ma solo se le condizioni della selezione risponderanno ai criteri di imparzialità e trasparenza. La priorità è capire cosa farà il Tsa nel prossimo triennio, cosa costruirà per i giovani abruzzesi, quale sarà l'impegno nelle autoproduzioni e nelle co-produzioni».
Il suo curriculum è interessante: si è diplomato come attore nella Scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” e ha scritto, diretto e interpretato spettacoli per il Teatro Stabile d’Abruzzo, per il Teatro di Innovazione l’Uovo.(m.p.)
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