Disabile, odissea a scuola La madre va in Procura

La donna: posto auto riservato sempre occupato, le istituzioni non intervengono Denuncia dopo mesi di proteste, accuse rivolte anche ai vigili urbani
SULMONA. Dall’inizio dell’anno scolastico è costretta a parcheggiare la sua auto a decine di metri di distanza dall’ingresso della scuola Panfilo-Serafini perché trova il posto riservato alla figlia diversamente abile sempre occupato.
Automobili parcheggiate in ogni angolo di via Alessandro Volta la costringono ad affrontare quotidianamente situazioni molto pericolose per la salute e l’incolumità della figlia. Ha provato a risolvere il problema coinvolgendo la polizia municipale e il settore dei servizi sociali del Comune, ma la situazione a distanza di mesi, è rimasta sempre la stessa.
Ieri, stufa di aspettare che la civiltà potesse avere il sopravvento sull’indifferenza e la maleducazione, si è presentata in Procura per denunciare quello che sua figlia è costretta a subire da quando si è aperta la scuola.
Anche e soprattutto per il disinteresse dimostrato dalle istituzioni.
«Non so più cosa fare», afferma con disperazione la donna, originaria di Pratola Peligna, «ogni mattina mia figlia ha difficoltà per entrare a scuola. Il posto che le è stato riservato su via Volta è sempre occupato da persone che non ne hanno diritto. Più volte ho chiesto l’intervento dei vigili urbani, sia per iscritto che verbalmente, senza ottenere alcun risultato. Anche il sindaco e il consigliere comunale Enea Di Ianni sono stati informati più volte dell’incredibile situazione che da mesi è rimasta sempre così».
A dire il vero la polizia municipale ha provato a fare qualcosa. Circa un mese fa ha provveduto a scrivere il numero del tesserino della disabile direttamente sul parcheggio, per evidenziare ancora di più la priorità. Ma anche questo piccolo accorgimento non ha sortito effetti.
«Ho provato di nuovo a chiamare i vigili per fargli contestare la violazione», incalza la donna, «ma mi rispondono sempre che non possono venire perché non hanno pattuglie disponibili, impegnate tutte per regolamentare il traffico nelle altre scuole della città. So solo che l’anno scolastico sta per finire e ci troviamo nella stessa situazione del primo giorno di scuola e l’unica cosa che mi era rimasta da fare è rivolgermi alla Procura. Cosa che ho fatto».
Claudio Lattanzio
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