Disabile “prigioniero” in casa: «Basterebbe uno scivolo»
SULMONA . Da cinque anni non riesce ad accedere con facilità in casa a causa delle barriere architettoniche. La storia di Claudio Di Nardo, residente a Sulmona ma originario di Frattura di Scanno, è...
SULMONA . Da cinque anni non riesce ad accedere con facilità in casa a causa delle barriere architettoniche. La storia di Claudio Di Nardo, residente a Sulmona ma originario di Frattura di Scanno, è comune a quella di tante persone con disabilità. L'uomo, pur avendo segnalato la difficoltà ad accedere alla propria abitazione per le barriere architettoniche, non riesce ancora a risolvere il problema. Cinque anni fa si è rivolto all'amministrazione comunale di Scanno, ma finora nessuno è intervenuto per risolvere il problema. «Riesco a salire e scendere le due scalinate soltanto con l’aiuto di volontari, che mi sollevano con tutta la sedia a rotelle», ha spiegato Di Nardo. «Per il resto dei giorni di permanenza a Frattura sono costretto a non uscire, perché avrei in ogni momento bisogno di aiuto. Vivo insomma una condizione disumana e vergognosa, a causa delle barriere architettoniche. Basterebbe costruire un apposito scivolo per risolvere il problema». Ora la prefettura, interpellata dal disabile, ha invitato l'amministrazione comunale a «porre in essere ogni utile iniziativa per risolvere la problematica segnalata». E Di Nardo spera in una pronta risposta. (e.b.)

