Disabile salvato dal rogo in casa Il barista-eroe: «Era un inferno»

19 Dicembre 2023

L’uomo e tre clienti del locale hanno soccorso il disabile in carrozzella e il fratello rimasti intrappolati  «Sembrava la scena di un film. Li abbiamo aiutati a uscire, prima che arrivassero i vigili del fuoco»

L’AQUILA. «Era un inferno». Lucio Panella cerca di nascondersi, non vuole comparire, chi gli è vicino al bar Primo Caffè di Preturo cerca di tranquillizzarlo: «Guarda che hai fatto una cosa straordinaria, dovresti esserne fiero».
Lucio non è convinto, ma alla fine si decide e comincia a raccontare di quel pomeriggio di domenica che stava per trasformarsi in una tragedia: «Un ragazzo è passato davanti al bar per avvertici che c’era una colonna di fumo enorme che usciva da una casa a un centinaio di metri di distanza». Da una palazzina di via Amiternina, la strada che attraversa l’abitato di Preturo, frazione della città dell’Aquila, infatti, si stavano infatti alzando fiamme altissime.
«Non so neanche io come ho fatto, per tutta la giornata successiva ho avuto l’adrenalina che mi circolava dentro e mi faceva tremare», continua Lucio. Il suo gesto è uno di quelli che in pochi avrebbero fatto. A entrare in quell’inferno di fiamme e fumo sono stati in quattro, Lucio e altri tre avventori del bar. Sono entrati nella casa e hanno aiutato a uscire i due fratelli di mezza età che si trovavano in casa, di cui uno disabile, in carrozzella. «Con me sono entrati anche Pietro, Claudio e Francesco», racconta ancora il gestore del bar di Preturo, continuando: «Sembrava un film. Con gli altri siamo riusciti a portare fuori il più giovane, che ha delle disabilità, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, mentre fuori c’era chi stava riprendendo col telefonino».
«Se non ci fossero stati loro a salvarli, sarebbe stata una tragedia», intervengono gli altri amici nel bar. Mentre lui si schernisce ancora una volta, si nota la sua mano ancora sporca di nerofumo, il micidiale fumo tossico che si propaga dagli incendi. «Io non lo so se ci sarei entrato, lì dentro», commenta qualcuno nel bar, a dare ancora più valore al gesto di Lucio e degli altri tre.
Nell’incendio di domenica si due fratelli sono rimasti leggermente feriti. Il primo lo hanno visto camminare affranto davanti alla sua casa di famiglia distrutta dal fuoco di un incendio causato probabilmente da un termosifone a olio. Nel vicino negozio di alimentari hanno dovuto controllare l’impianto elettrico. Al telefono alla titolare avevano detto che stava andando a fuoco proprio la sua attività. «Ci dispiace tanto», dicono i vicini, la casa di famiglia dei fratelli ha avuto danni molto gravi, i vigili del fuoco arrivati insieme a polizia, carabinieri e ambulanze del 118, hanno provveduto a transennarla.
Alla porta ci sono le fettucce rosse dei pompieri che vietano l’ingresso nell’edificio e alle finestre un lungo segno nero resta a testimoniare la violenza di un incendio che avrebbe anche potuto uccidere. Se non fosse stato per quei quattro “eroi per caso” che si sono trovati al posto giusto al momento giusto.
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