Disabilità, è scontro sul nuovo centro diurno

L’AQUILA. All’Aquila è scontro politico anche sulle politiche per la disabilità. Lunedì in consiglio comunale è stata approvata la nuova destinazione d’uso dell’area dell’ex palestra di via Antinori,...
L’AQUILA. All’Aquila è scontro politico anche sulle politiche per la disabilità. Lunedì in consiglio comunale è stata approvata la nuova destinazione d’uso dell’area dell’ex palestra di via Antinori, attualmente adibita a parcheggio, passo preliminare per realizzare un centro diurno e residenza per persone con disabilità.
Se da un lato il via libera costituisce un importante passo in avanti verso la realizzazione di un polo ricreativo e abitativo per disabili nel cuore del centro storico, dall’altro manca ancora la pianificazione effettiva del “Dopo di noi” ad alta intensità. L’Aquila, infatti, non è dotata di nessun piano volto a garantire ai suoi cittadini più vulnerabili i diritti basilari nel caso in cui venissero a mancare le cure della famiglia.
Secondo il vicesindaco Raffaele Daniele il polo di via Antinori non sarebbe appropriato per ospitare la struttura socio-sanitaria che richiede il Dopo di noi ad alta intensità. «Una struttura sanitaria vera, non so quanto può essere compatibile con un progetto come quello in via Antinori», ha spiegato in consiglio, «non credo che in questo momento quella che ha la finalità di essere luogo di aggregazione per chi ha una residenza adiacente, possa essere trasformata in un ospedale o in una struttura di quel tipo».
A nulla è valso l’emendamento presentato dal consigliere di opposizione Paolo Romano riguardo la necessità di includere nel progetto di via Antinori il “Dopo di noi” ad alta intensità, sulla base di «quanto richiesto dalle associazioni in terza commissione consiliare». L’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza e il dibattito sul “Dopo di noi” è degenerato fino allo scontro, sia in consiglio comunale che sui social. «Quando abbiamo ascoltato le associazioni, l’amministrazione aveva preso in considerazione tutt’altro», dice Romano. «Ricordo poi che per la bassa intensità esistono già gli appartamenti di via Filomusi Guelfi, tuttora vuoti. Mai si indietreggerà, soprattutto su tematiche così importanti». (f.a.)
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