Discarica di Celano, altri riscontri

Proseguono gli accertamenti dei carabinieri. Il sindaco Santilli: «Siamo a disposizione di chi indaga»
CELANO. Inizia la “fase 2” del lavoro dei carabinieri del nucleo operativo ecologico di Pescara, sui campioni prelevati dai 43 ettari di terreno sequestrati circa dieci giorni fa a Celano. I militari, al comando del maggiore Antonio Spoletini, sono nella “fase dei riscontri”, tra quanto emerso dall’avanzato studio coordinato dal geologo Giuseppe Pomposo, dell’azienda spin-off di cui fa parte l’Università d’Annunzio di Chieti e quanto prelevato nella decina di sopralluoghi effettuati nella zona di Celano, dove un tempo c’era la discarica “San Marcello”. Con le immagini acquisite dalle piattaforme aeree e satellitari, a partire dagli anni ’50 a oggi, è stato accertato che in quell’area sono stati gettati rifiuti che negli anni si sono accumulati e hanno creato inquinamento. Gli inquirenti hanno parlato di «mezzo milione di metri cubi di materiali di dubbia provenienza interrati nell’arco di 70 anni». Al momento l’inchiesta, in cui sono ipotizzati reati ambientali, è aperta alla Procura di Avezzano. Alla “fase dei riscontri” ne seguirà una terza, che prevede una pulizia preventiva delle aree, che vanno bonificate per far sì che vada avanti il lavoro degli inquirenti. Un terzo della superficie sequestrata ricade all’interno dell’ex discarica, i due terzi sono terreni che si trovano intorno. Sono circa una dozzina i privati proprietari dei terreni limitrofi, la restante parte delle aree (compresi gli ettari dell’ex discarica) è di proprietà del Comune. Al momento gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi. A seguito del consiglio comunale straordinario che si è tenuto a Celano, in cui il sindaco Settimio Santilli si è messo a totale disposizione degli inquirenti, spiegando ai cittadini che si tratta di indagini in corso, interviene anche Carmine Contestabile della Cia. «L’ex discarica di San Marcello a Celano», dice Contestabile, «con la Piana del Fucino non c’entra proprio niente. L’area posta sotto sequestro sorge a oltre un chilometro di distanza. L’allarmismo che intacca la produzione agricola è totalmente fuori luogo. Come Cia abbiamo accertato, tramite il consorzio di Bonifica, che le falde acquifere che riforniscono la piana non hanno riscontrato anomalie, anzi sono incanalate e monitorate e partono da una zona lontanissima dalla ex discarica. Quindi chi afferma cose diverse e paventa chissà quali catastrofiche conseguenze non fa altro che dire falsità. Quando si iniziò a parlare dell’impianto fotovoltaico, chiedemmo all’allora sindaco Filippo Piccone di farlo realizzare sull’ex discarica dopo averla ovviamente bonificata e lasciare le terre, quelle si coltivate, agli agricoltori. Purtroppo non fummo neanche ascoltati, idea che, se accolta, oggi avrebbe evitato tutto questo». Intanto il sindaco Santilli spiega che a Celano è partita una massiccia campagna di sensibilizzazione in tema di rispetto dell’Ambiente, destinata soprattutto alle nuove generazioni. Inoltre «è in dirittura d’arrivo la possibilità di istituire una vera e propria “task force” di ispettori ambientali che avranno il compito di monitorare tutto il territorio», annuncia il sindaco, «ed elevare multe a coloro che si rendano protagonisti di atti incivili».
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