Discarica, no all’ampliamento: il comitato lancia una petizione

E nel documento viene espressa la netta contrarietà all’ingresso dell’Aquila tra i Comuni soci: «Il potenziamento richiesto è finalizzato solo alla necessità di smaltire il pattume del capoluogo»
SULMONA. No all’ampliamento dell’impianto di Noce Mattei e all’ingresso dell’Aquila tra i Comuni soci del Cogesa. Questo il messaggio che il comitato “Morrone-Sulmona-Valle Peligna” ha voluto lanciare per sensibilizzare i cittadini sul futuro della gestione dei rifiuti nel territorio. Gli attivisti, attraverso una petizione popolare, vogliono raccogliere più adesioni possibili per contrastare i progetti in essere e affrontare le problematiche legate alla gestione dei rifiuti evitando soluzioni che possano danneggiare i cittadini.
Nello specifico il comitato vuole esprimere il dissenso contro l’ipotesi di ampliamento della discarica gestita attualmente dalla società consortile Cogesa e interessata da importanti incendi, gli ultimi nel luglio scorso. Secondo il comitato Cogesa non deve accettare l’installazione di nuovi impianti di trattamento di rifiuti che dovrebbero essere sistemati all’interno dell’area alle porte di Sulmona. Un altro punto sul quale gli attivisti vogliono porre il loro veto è l’ingresso dell’Aquila tra i Comuni soci di Cogesa. Secondo i membri del comitato, infatti, «il progetto della Regione Abruzzo di ampliamento della discarica è finalizzato proprio e soltanto alla necessità di smaltire i rifiuti dell’Aquila così, dopo che da anni Sulmona subisce lo spoglio di uffici, competenze e funzioni, oggi finalmente le viene restituito qualcosa: immondizia». La preoccupazione del comitato Morrone-Sulmona-Valle Peligna è che con il possibile arrivo del capoluogo all’interno di Cogesa possano cambiare le cose a discapito dei lavoratori del territorio e di tutti i Comuni soci della zona che a fatica stanno cercando di ripartire. «È bene precisare che tra i nostri obiettivi c’è anche la salvaguardia dei livelli occupazionali della Valle Peligna, quindi, il comitato non è contro il Cogesa, bensì contro la sua gestione tecnico-economica e contro i suoi piani industriali di espansione in una zona a vocazione agricola e turistica, già pesantemente soffocata e martoriata», continuano gli esponenti del comitato, «con questa petizione si intendono raggiungere diversi obiettivi: sollecitare l’amministrazione comunale di Sulmona ad eliminare tutti i fattori di cattiva gestione tecnico- economica del Cogesa, rimuovere i fattori di inquinamento, i cattivi odori, i rischi all’ambiente e alla salubrità pubblica, ovvero problematiche mai risolte dall’attuale amministrazione della società consortile».
Gli attivisti peligni, proprio attraverso la petizione che sta girando in questi giorni in città e verrà poi consegnata alle autorità competenti, vogliono chiedere la partecipazione di una delegazione del comitato ai lavori della commissione ambiente sui progetti in discussione. «L’intento è quello di rendere pubblica e trasparente la destinazione dei fondi di ristoro ambientale e i risultati delle analisi in corso, faticosamente ottenute dal comitato. Inoltre, occorre risolvere il grave stato di insicurezza e inadeguatezza di via Cappuccini, aggravato dall’interruzione dei lavori della pista ciclabile», concludono i membri del comitato che opera nella Valle Peligna. «Chiediamo alla cittadinanza di sostenere queste iniziative e questi obiettivi sottoscrivendo la nostra petizione che verrà inviata all’amministrazione comunale sulmonese, perché faccia valere i suoi diritti territoriali e di socio di maggioranza di Cogesa spa, e alla Regione Abruzzo, perché si attivi nell’affrontare il problema rifiuti del suo capoluogo, senza soluzioni di comodo che vadano a scapito dei sulmonesi». (e.b.)
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