Discariche, il Comune trova 180mila euro per le prime bonifiche

27 Settembre 2016

In 14 aree scoperte in città ammassate tonnellate di veleni L’assessore Vella: «Cominceremo dai casi più critici»

SULMONA. Sono appena 180mila gli euro a disposizione per la bonifica immediata delle discariche abusive più pericolose. E si sta facendo il possibile per reperire altre somme in bilancio da destinare alla bonifica. Scatta l’operazione-bonifica al Comune dopo la mappatura dei siti di stoccaggio di rifiuti pericolosi e abusivi, 14 su tutto il territorio comunale, come conferma l’assessore all’Ambiente Alessandra Vella, impegnata ieri in una riunione con gli uffici per stabilire il da farsi. «Stiamo decidendo come intervenire», spiega Vella, «e il fatto che in bilancio siano stati già previsti circa 180mila euro ci fa ben sperare sulla possibilità di partire con la bonifica delle aree più a rischio e che potrebbero contaminare terreni e falde acquifere». Allo stesso tempo, l’assessore fa sapere che ci si sta attivando per reperire altre somme. «Con l’assessore al Bilancio Cristian La Civita stiamo valutando la possibilità di destinare altri fondi a questo importante capitolo del bilancio», aggiunge Vella, «che purtroppo è diventato un’urgenza e che merita attenzione». Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in città è una piaga diffusissima, che in alcuni casi ha preso la forma di vere e proprie discariche a cielo aperto, per cui sono in corso indagini della Forestale e inchieste della magistratura. Sono più di 270mila i metri cubi di rifiuti abbandonati su 81mila metri quadrati di terreni sparpagliati su 14 siti. Montagne di rifiuti ingombranti, spesso pericolosi, i cui costi di bonifica lievitano paurosamente: secondo una stima, infatti, occorrerebbero circa tre milioni di euro.

In alcuni casi i rifiuti sono stati abbandonati nei pressi di fiumi e corsi d’acqua, con concreto rischio di contaminazione delle falde acquifere. In zona Mantovano, sulle rive del fiume Vella, ad esempio, sono stati abbandonati 25 tonnellate di rifiuti urbani e speciali, per un costo stimato di 40mila euro.

Ma la storia della città racconta bonifiche annunciate e mai messe in pratica e colpevoli rimasti impuniti. Come per la discarica di Santa Lucia, 13mila metri cubi di immondizia in un’area di 3mila e 800 metri quadrati in località Fonte D’Amore, uno scempio iniziato nel 2002 con 2mila e 500 tonnellate di rifiuti abbandonati col pretesto di utilizzare materiale per una centrale elettrica di un’azienda agricola. Un atto rimasto impunito per le prescrizioni dei reati e la cui bonifica è al palo tra lungaggini burocratiche e sequestri.

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