Discoteche riaperte, ma pochi ripartono

12 Febbraio 2022

I gestori dei locali: «In due anni abbiamo lavorato tre mesi, regole ancora troppo stringenti nonostante i tanti vaccinati»

L’AQUILA. Il governo dà il via libera alla riapertura delle discoteche, ma all’Aquila e in provincia non tutti i gestori decidono di riaccendere le luci in pista. Il motivo? Lo spiegano gli stessi gestori, reduci da un difficilissimo quanto lungo periodo di crisi. «Apriremo da domani sera (oggi per chi legge, ndc) anche se le regole sono ancora stringenti per via della capienza ridotta», ha precisato Gino Marronaro del Guernica di Pizzoli, «ovviamente controlleremo il Green pass all’ingresso e faremo rispettare tutte le regole previste dal Governo, anche se sarà difficile avendo un pubblico di giovani».
Il divertimento a suon di musica ha subìto una frenata che sarà difficile da recuperare. I gestori delle discoteche temono controlli serrati e multe nel caso in cui non vengano rispettate le norme.
«Ancora non abbiamo deciso se riaprire», ha spiegato Massimiliano Nurzia del BeOne, referente Silp Confcommercio, «vogliamo valutare prima com’è la situazione: perché aprire e magari non avere clienti? Che senso avrebbe? In due anni ci hanno fatto lavorare solo tre mesi. Prima di quest’ultima chiusura stavamo reggendo, a parte nelle ultime due serate quando si iniziavano già a registrare i primi contagi e i clienti diminuivano». La preoccupazione continua a essere tanta, soprattutto perché con la capienza al 50% e il monitoraggio costante sull’utilizzo delle mascherine, le spese rischiano di superare gli incassi. «È ancora tutto rallentato, i contagi ancora ci sono e potendo sfruttare solo metà della capienza del locale in molti preferiscono non riaprire», ha evidenziato Marco Carosone, dj, «solo uno dei locali nel territorio aquilano riaprirà, gli altri rimarranno fermi ancora un po’. È complicato per un locale controllare tutte le persone che entrano... se hanno la mascherina, se mantengono la distanza e se rispettano le regole. Sembra di tornare a quando negli anni 2000 scattò il divieto di fumare e i gestori dovevano assumere personale per controllare se qualcuno si accendeva una sigaretta».
Gianni Napoleone dell’Havana e del Reverso di Avezzano ha sottolineato: «Era ora che facessero riaprire le discoteche, anche se non sono d’accordo sulle varie limitazioni imposte perché ormai siamo all’80% dei vaccinati e non servono questi metodi. Credo che sia il caso di riaprire tutto. Per quanto riguarda le regole, all’interno dei locali siamo ancora al 50% della capienza, un criterio che non è opportuno per limitare o meno la diffusione del Covid».
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