Disputa sui Cunicoli di Claudio Gallese: vanno dati in gestione

AVEZZANO. Un protocollo d’intesa per affidare la gestione dei Cunicoli di Claudio a terzi. È la proposta del Comune di Avezzano nel tentativo di fare da paciere nella lite tra il Consorzio di...
AVEZZANO. Un protocollo d’intesa per affidare la gestione dei Cunicoli di Claudio a terzi. È la proposta del Comune di Avezzano nel tentativo di fare da paciere nella lite tra il Consorzio di bonifica ovest Liri-Garigliano e la Soprintendenza dei beni archeologici d’Abruzzo per la gestione dell’imponente opera di ingegneria idraulica di epoca romana, da anni aperta al pubblico solo in specialissime occasioni. Lo scontro, che si protrae da tempo, è riesploso quando il commissario del Consorzio di bonifica, Danilo Tarquini, ha chiesto indietro le chiavi a Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza, che le aveva ricevute nel 2019, per portare a compimento una serie di opere di riqualificazione. Il 16 e 17 giugno prossimi sono in programma due nuove aperture straordinarie (Cunicoli e Parco dell’Incile), in concomitanza con la manifestazione “Avezzano città della cultura in movimento”. Evento di cui il Consorzio, Ente gestore, è all’oscuro.
LA PROPOSTA
«La questione non può essere legata a chi regge le chiavi», evidenzia l’assessore alle Aree archeologiche di Avezzano, Patrizia Gallese, «bisogna riconoscere che nessuno dei tre enti – Comune proprietario del Parco archeologico, Consorzio di bonifica e Sovrintendenza – da solo e con i limiti di personale noti, può assicurare una gestione efficace. Occorre siglare un protocollo d’intesa che fissi le regole di collaborazione e affidare all’esterno, con un bando, la gestione a una realtà che sappia valorizzare un bene unico, rendendolo una vera attrazione turistica ed esaltandone le potenzialità. Si tratta di una proposta che, insieme al consigliere Alessandro Pierleoni, abbiamo lanciato nella recente riunione del 22 maggio, cui hanno preso parte i referenti del Consorzio di bonifica e della Sovrintendenza. Ci auguriamo che possa trovare una riflessione attenta da parte di tutti per aprire la strada a un futuro diverso per queste opere», prosegue l’assessore, «il Comune, entro giugno, formalizzerà la bozza di protocollo per verificare insieme questa opzione». L’obiettivo del protocollo è superare l’annosa questione della gestione e «le aperture sperimentali per garantire fruibilità costante a un’opera unica al mondo. In occasione dell’apertura sperimentale del sito archeologico dei Cunicoli e del parco dell’Incile del 28, 29 e 30 aprile abbiamo registrato notevole interesse: oltre 300 persone hanno visitato il parco facendo registrare più di 1.000 richieste in 24 ore. Ora», conclude Gallese, «bisogna fare un passo in più perché tutti abbiamo un sincero interesse a spalancare le porte ai turisti».
IL NODO GESTIONE
Il Consorzio rivendica la gestione dell’Emissario Claudio in forza della legge regionale numero 45 del 2019, la Sovrintendenza, invece, riconosce all’Ente regionale la sola proprietà dell’Incile sostenendo che l’articolo 15 del contratto di concessione stipulato nel 1863 tra il governo italiano e Torlonia recita che l’emissario, dopo il prosciugamento del lago, rimarrà di proprietà dello Stato. Per i funzionari del ministero della Cultura non vi sono documenti che attestino il passaggio alla Regione dei resti dell’opera romana, neanche a seguito degli espropri nel 1951.
APPELLO DA AIELLI
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale. «Un patrimonio così importante è rimasto imprigionato in una disputa tra Enti», dice il sindaco del “borgo dipinto”, «i Cunicoli di Claudio sono un’opera unica in Italia, con la loro chiusura Avezzano e la Marsica perdono una grande opportunità di attrarre turisti dall’Italia e dal mondo. Bisogna assolutamente uscire dall’immobilismo. Noi, qui ad Aielli, ci siamo inventati di tutto per attrarre turisti, mentre un tale tesoro rappresenta da solo un ottimo biglietto da visita per far arrivare gente da ogni dove». (f.d.m.)
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