Dissequestrati oltre 600mila euro

25 Ottobre 2016

Inchiesta sulla Gran Sasso Servizi, la Cassazione restituisce i beni sequestrati

SULMONA. La Corte di Cassazione ha annullato il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di 689 mila euro nei confronti della Gran Sasso Servizi, la società che opera a Sulmona nel campo dei trasporti. Il provvedimento è arrivato dopo il ricorso presentato dal legale dell’azienda, l’avvocato Alessandro Margiotta, sulla decisione del tribunale del riesame che aveva confermato l’iniziativa della Guardia di finanza avallata dal gip di chiedere il sequestro dei beni per recuperare i contributi comunitari regionali destinati alle imprese del cratere sismico che l’azienda avrebbe incassato, secondo gli investigatori illegalmente. «Siamo soddisfatti della decisione della Suprema corte», afferma l’avvocato Margiotta, «che riporta la vicenda giudiziaria sui binari sui quali dovrebbe stare». L’indagine è scattata dopo una segnalazione inoltrata alla Procura abruzzese della Corte dei Conti, al termine di un’articolata attività di polizia giudiziaria, condotta dai militari delle Fiamme gialle e coordinata dalla procura della Repubblica di Sulmona, terminata nel 2015. Nello specifico, dalle indagini sarebbe emersa una truffa aggravata ai danni dello Stato, messa in atto da coniugi proprietari dell’azienda, attraverso dichiarazioni false e la contraffazione di documentazione amministrativo-contabile, che sarebbero state finalizzate a dissimulare la sede effettiva della società che, in realtà, operava in una città fuori cratere. Il provvedimento della Cassazione rimette tutto in discussione. (c.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA