Dissidi tra sindacati al Cup, caso archiviato

8 Aprile 2015

Scagionata esponente dell’Ugl: le accuse al collega Tempesta (Uil) rientrano nella facoltà di critica

L’AQUILA. I problemi riguardanti la gestione del Cup dell’Asl, gestito dalla coop Capodarco, cui presto subentrerà la Gpi, hanno generato tensione.

Al punto che anche la magistratura ha dovuto occuparsene e ha archiviato, dopo un iter abbastanza complesso, una denuncia per diffamazione che fu presentata dal sindacalista della Uil Simone Tempesta contro una dipendente della coop Capodarco, Simonetta Gallucci, iscritta Ugl.

Secondo la denuncia la Gallucci, contattando il dirigente sindacale Uil Fabio Frullo, avrebbe messo in discussione l’attività sindacale di Tempesta con affermazioni anche pesanti.

Queste affermazioni, secondo la denuncia, sarebbero circolate negli ambienti di lavoro facendo perdere «stima e rispetto conquistato e goduto all’interno del gruppo sociale».

Per supportare le contestazioni e sentir condannare la Gallucci, nella denuncia-querela furono indicate delle persone che con le loro affermazioni avrebbero potuto suffragare le accuse. Si tratta della dottoressa Sabrina Cicogna, dirigente Utic, del sindacalista Fabio Frullo e dell’avvocato Deborah Di Pasquale. Essi, pertanto, avrebbero potuto riferire sulle circostanze del dissidio.

L’indagine fu portata avanti dalla squadra Mobile e nella relazione si sosteneva che l’indagata, con quelle dichiarazioni, avrebbe ritenuto di «portare dalla sua parte, ovvero il sindacato Ugl, i lavoratori della Capodarco iscritti alla Uil».

Nonostante questa relazione la Procura chiese di archiviare il caso. «Alla luce delle nuove investigazioni», si legge nella richiesta del pm Roberta D’Avolio, «gli elementi acquisiti non paiono idonei a sostenere l’accusa nel giudizio. In particolare risulta che l’indagata ha criticato il comportamento adottato dal denunciante in quanto contrario, a suo dire, agli interessi dei lavoratori. Le espressioni usate non appaiono lesive dell’altrui onore e la vicenda sembra riconducibile al diritto di critica». Si deve inoltre tenere conto «della sostanziale continenza del linguaggio utilizzato che giammai trascende nell’offesa volontaria e gratuita. Non sono travalicati i limiti che devono rispettarsi ai fini della ricorrenza del diritto di critica». Il giudice ha poi archiviato nonostante l’opposizione.

La Uil, infine, ha di recente annunciato che i dipendenti di Capodarco saranno assorbiti dalla Gpi.

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