Distrutta metà della produzione di patate

Santilli (La Serra): «Perdite gravi anche per le carote». In Provincia Alfonsi, Giovagnorio e Scamolla: «Stato di calamità»
AVEZZANO. Scattano i sopralluoghi della Regione nell’area fucense, colpita dalle eccezionali piogge di fine luglio, che hanno mandato sott’acqua oltre un migliaio di ettari di colture nel triangolo Avezzano, Celano, Aielli: ingenti i danni provocati dalla piena che, nelle aree più depresse, ha distrutto «una media di oltre il 50% delle patate. Le precipitazioni del 28 luglio, oltre 100 mm di pioggia in poche ore», afferma Luciano Santilli, presidente della cooperativa agricola La Serra, «hanno provocato gravissimi danni alle colture orticole, che diventano sempre più evidenti col passare dei giorni. La coltura più colpita è stata la patata che, dopo giorni letteralmente sott’acqua, sta marcendo: si prevede un danno per gli agricoltori superiore al 50%, destinato a salire durante la conservazione. Situazione critica pure per le carote, con grave deperimento qualitativo del prodotto e quindi delle rese, nonché per le coltivazioni di finocchi, insalate e brassiche, come i cavolfiori e altro: gli allagamenti, in alcuni casi, hanno provocato la distruzione di interi campi; in altri, gravi danni che rendono impossibile una raccolta adeguatamente remunerativa».
La Regione, intanto, apre la porta alle segnalazioni dei danni alle produzioni di patate. Gli uffici «a seguito della segnalazione di Confagricoltura, per gli ingenti danni subiti dalle aziende agricole, procederanno ai sopralluoghi per stimare l’entità della perdita produttiva. Le verifiche a campione scatteranno in seguito alle domande che gli agricoltori danneggiati possono consegnare agli uffici dello Sta di Avezzano, in piazza Torlonia 91, o agli indirizzi e-mail: dpd025@regione.abruzzo.it; dpd025@pec.regione.abruzzo.it (Pec), descrivendo gli appezzamenti interessati dall’evento». La Regione, quindi, muove i primi passi per avere il quadro della situazione. «Le zone più basse dove l’acqua è rimasta per più giorni», evidenzia Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «in alcuni casi hanno distrutto fino al 100% di patate, però parliamo di un’area minima di Fucino, dove la produzione del tubero, come nel resto dei 15mila ettari della Piana, è di circa il 26%». Globalmente, l’alluvione del 28 luglio, la seconda del mese, dopo il disastro su 3.500 ettari di Trasacco, Luco dei Marsi e Ortucchio, stando a una stima del Consorzio ha danneggiato circa 1.200 ettari di terreni.
Sul versante dei danneggiamenti, Coldiretti L’Aquila «si farà carico per i propri soci di rilevare i danni subiti dalla Marsica. È ora di passare ai fatti», sostiene il presidente Angelo Giommo, «e di evitare polemiche strumentali, che distolgono l'attenzione dai problemi di stretta attualità delle campagne fucensi. La perdita del raccolto è di oltre il 20% su un territorio di migliaia di ettari. I danni sono però diffusi a macchia di leopardo e sarà difficile avere il riconoscimento dello stato di calamità. Oggi più che mai riemerge la necessità di fronteggiare queste emergenze, incentivando il ricorso alle assicurazioni». A fianco degli agricoltori si schiera anche la Provincia: il consiglio, su proposta di Gianluca Alfonsi, Roberto Giovagnorio e Alfonsino Scamolla ha approvato un ordine del giorno che impegna il presidente a chiedere lo stato di calamità.
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