Distrutto alveare con 400mila api

Dai primi accertamenti si tratterebbe di un atto intimidatorio
PESCINA. Sterminate a Pescina 400mila api dell’azienda biologica “Apicoltura Colle Salera” di Pratola Peligna. L’apiario della società che ha la sede all’interno del Parco nazionale della Majella si trovava in un terreno di Pescina ed era completamente recintato. I componenti della famiglia Pace di tanto in tanto andavano a fare sopralluoghi per accertarsi che tutto andasse per il verso giusto. Nei giorni scorsi, però, proprio durante un controllo, hanno trovato l’amara sorpresa. «Fino a sabato era tutto regolare nella postazione del nostro apiario a Pescina», hanno precisato Walter e Cecilia Pace, il titolare dell’azienda e sua figlia, «ma mercoledì, quando ci siamo recati sul posto per un controllo, abbiamo trovato uno scenario agghiacciante: il filo della recinzione era stato tagliato con le forbici, alcuni alveari erano completamente tritati, spappolati». Da un sopralluogo fatto dai proprietari dell’azienda insieme ai carabinieri sembrerebbe che si sia trattato di un atto intimidatorio, ma per ora non ci sono prove certe. Per i Pace, che da un hobby per il meraviglioso mondo delle api hanno costruito un’azienda a conduzione familiare, il danno è stato ingente. «Un atto spregevole e disgustoso», hanno concluso i proprietari dell’Apicoltura Colle Salera, «dal primo sopralluogo eseguito con i carabinieri sembrerebbe un atto di intimidazione da parte di un villano, abbiamo qualche idea, ma non avendo foto o video dell’atto non possiamo fare molto. Un atto spregevole e disgustoso, eseguito tramite un fuoristrada che ha asfaltato i nostri alveari, sterminando all’incirca 400mila api. Al di là del danno economico, quello che ci addolora è la tortura che hanno subìto le api, esser state investite e trascinate. Qualcosa che lascia senza parole davanti alla crudeltà dell’uomo. Le api sono indispensabili per l’ecosistema, sono delle impollinatrici eccellenti, quello che è stato fatto rappresenta un danno all’umanità. Siamo senza parole». (e.b.)
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