Ditta dovrà restituire 34mila euro alla Regione

13 Febbraio 2021

L’AQUILA. La terza sezione giurisdizionale centrale d’Appello ha confermato una sentenza della Corte dei Conti d’Abruzzo che aveva condannato in solido Sunshine srl e Giampiero Giuliani al pagamento,...

L’AQUILA. La terza sezione giurisdizionale centrale d’Appello ha confermato una sentenza della Corte dei Conti d’Abruzzo che aveva condannato in solido Sunshine srl e Giampiero Giuliani al pagamento, in favore della Regione Abruzzo, della somma di 34.722 euro oltre interessi di legge e spese di giudizio» La vicenda viene ricostruita anche nella sentenza di appello della Corte dei Conti: «Il Giuliani», si legge, «il 15 marzo 2010 presentava alla Regione domanda di assegnazione del contributo unitamente a una scheda tecnica riepilogativa della situazione occupazionale pre-sisma (pari a 1,5 unità lavorative annue) e del totale delle unità lavorative da ripristinare entro 6 mesi dal riavvio dell’attività di impresa (pari a ulteriori 1,5 unità). Il 13 luglio seguente, la Regione aveva riconosciuto alla Sunshine srl un finanziamento di 55.000 euro. Il Giuliani, il 29 luglio 2010, dichiarava di accettarlo, indicando in due unità lavorative annue il totale del personale i piegato nella ripartenza dell’attività. Gli accertamenti della Polizia tributaria facevano invece rilevare la non attendibilità dei dati, poiché le due unità lavorative assunte avrebbero consentito alla società il diritto al contributo solo ove mantenute sino al 25 dicembre 2011. Nei fatti, la società Sunshine aveva assunto le dipendenti nel mese di luglio 2010, risolvendo i rapporti di lavoro nel dicembre dello stesso anno e non assumendo alcun dipendente per tutto il 2011. Non avendo, il beneficiario, dimostrato il raggiungimento dei livelli occupazionali indicati nella scheda tecnica, la Regione aveva revocato nel 2016 il contributo e disposto il recupero delle somme già erogate per 34.041 euro». Confermando la sentenza di primo grado i giudici di Appello hanno respinto il ricorso che era stato presentato dalla Procura contabile che chiedeva una condanna al pagamento di 90.000 euro. (g.p.)
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