Ditta lavora gratis e il Comune ora le chiede i soldi

2 Marzo 2018

I soci di Oro Art: realizzate per anni le Croci del Perdono e ci è arrivata un’ingiunzione di pagamento di 1.700 euro

L’AQUILA. Oro Art, la prestigiosa ditta orafa aquilana che gratuitamente e da anni realizza la preziosa Croce del Perdono, accusa il Comune che chiede 1.700 euro per spese legali di una vecchia controversia. «Una vicenda grottesca»,commenta Gabriele Di Mizio che con Laura Caliendo gestisce la ditta che ha aperto la sede in centro.
I FATTI. «In occasione della Perdonanza dell’anno 2000», dice Di Mizio, «i responsabili del Comitato ci commissionarono la realizzazione di un cospicuo quantitativo di Croci da pettorale di uguali dimensioni e tipologia, da destinare come omaggio a prelati di cui si annunciava la partecipazione all’evento aquilano. Poi, in realtà, quegli ospiti preannunciati non si fecero vivi, ma si evidenziarono gli errori di improvvidi amministratori e di inadeguati responsabili, mentre le Croci furono da me consegnate e fatturate. Come diversi altri “fornitori” finiti nel marasma di quella triste vicenda, ho tentato di ottenere il pagamento di quanto fornito al Comitato della Perdonanza e quindi all’amministrazione comunale di cui il Comitato era emanazione. La vicenda ebbe esiti diversi a seconda dei casi, e Oro Art finì nel novero di quanti non furono ammessi a rivalersi del pur legittimo diritto maturato. Ritenemmo di rinunciare ad andare avanti, ma non rinunciammo a dimostrare il nostro sincero attaccamento alla Perdonanza aquilana, di cui condividiamo in pieno l’alto messaggio e la profonda valenza storica per la vita della nostra città. Si progettò di produrre annualmente, in occasione della Perdonanza, una Croce pettorale realizzata dall’artista orafa Laura Caliendo, in unico e diverso esemplare per anno, da farne omaggio al cardinale delegato per l’apertura della Porta Santa di Collemaggio, senza chiedere neppure il rimborso delle spese per i materiali utilizzati. È nata così una serie di “pezzi unici” di comprovato assoluto valore estetico e religioso, che hanno addirittura meritato l’aggiunta di un nuovo “personaggio” del Corteo a quelli tradizionali della Dama della Bolla e del Giovin Signore, appunto la “Dama della Croce”. Ogni anno c’è un evento “Presentazione della Croce del Perdono” anche esso a nostro carico, senza costo per la collettività e a tutt’oggi sono ben 18».
LA SORPRESA. «Recentemente», aggiunge, «abbiamo ricevuto una spiacevole quanto incredibile sorpresa: l’Ufficio legale del Comune ci diffida a pagare la somma di 1.700 euro, a rimborso di spese legali riferite all’antico ricordato evento. In definitiva, a quanto sembra, non avendo noi ottenuto giustizia in quella circostanza, non saremmo neppure esentati dal dover rimborsare le spese legali alla controparte! È vero che di paradossi se ne conoscono diversi tipi, ma questo sembra ben difficile da digerire: chi ha fornito materiale di pregio regolarmente ordinato, consegnato e fatturato non è stato pagato per quanto aveva diritto a rivendicare, anzi ci ha messo una pietra sopra e ha dimostrato un lodevole disinteresse con l’offerta annuale e gratuita di una Croce di artistica fattezza, ora viene “premiato” con una ingiunzione di pagamento per presunte spese legali!»
COMUNE. L’ente pubblico, del resto, quando ritiene di avere crediti, non può tirarsi indietro per evitare contestazioni dalla Corte dei Conti.
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