Ditte edili escluse, ricorso al Tar
Le imprese di Scanno trascinano l’amministrazione dai giudici
SCANNO. Finisce sul tavolo dei giudici del Tar lo scontro a Scanno tra il Comune e gli edili locali, che accusano gli amministratori municipali di aver impedito alle imprese di prendere parte alle varie gare indette dall’Ente per l’esecuzione di alcuni lavori finanziati dallo Stato con oltre 5 milioni. Il ricorso è stato proposto dalle imprese Nunzio Mancinelli&C.S.a.s., Ascanio Di Franco, F.lli Colarossi G.&C. S.n.c. e Liborio Gavita che contestano le procedure di selezione, già in corso di definizione, per l’affidamento dei lavori. Le opere di messa in sicurezza da realizzare riguardano le aste fluviali del Tasso e del torrente Carapale. E, ancora, l’edificio museale comunale, il miglioramento sismico del museo e della mediateca, le aree a rischio idrogeologico tra le Musa e via Pescara, le strade di Frattura, le rive del lago di Scanno e la strada Circumlacuale, le strutture del cimitero, il viale della Pineta, le località montane Le Prata e Passo Godi, l’ex edificio delle Anime Sante. Il maxi finanziamento aveva creato in paese tante aspettative per un rilancio dell’edilizia, in forte crisi da qualche anno. Ma la decisione del Comune di avvalersi degli elenchi inviati in forma anonima dall’Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali (Asmel) – procedura rispettosa della legge – ha provocato l’esclusione delle ditte del posto, che ora puntano il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Mastrogiovanni. «Nonostante vi siano imprenditori scannesi con tutti i requisiti per la partecipazione al bando», commentano alcuni imprenditori, «nessuno è stato invitato a partecipare, col risultato che tutti i lavori andranno fuori».
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