Divelta la staccionata del monumento

Vandali in azione sul valico del Salviano, nel mirino l’opera dello scultore Pietro Cascella
AVEZZANO. Ennesimo atto di vandalismo a danno della riserva naturale del monte Salviano. Questa volta i malintenzionati se la sono presa con il monumento dello scultore Pietro Cascella che si trova sul valico. È stata nuovamente distrutta la staccionata di legno che delimita la strada dall'area del monumento. Un gesto inaccettabile per i tanti fedeli che ogni giorno si recano a piedi sul Salviano per fare una passeggiata o per recarsi al santuario dedicato alla Madonna di Pietraquaria. Augusto Di Bastiano, responsabile del Centro giuridico del consumatore, ha raccolto l'indignazione dei cittadini e ha scritto una lettera al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, all'assessore all'Ambiente, Roberto Verdecchia, al dirigente del Comune di Avezzano, Massimo De Santis, e ai responsabili della riserva naturale regionale del monte Salviano, per chiedere di intervenire quanto prima e ripristinare la staccionata. «Sciocchi o teppisti», ha scritto nella lettera il responsabile del centro giuridico del consumatore, Di Bastiano, «queste persone con le loro azioni seguitano a fare danno alla collettività. Di recente parte della staccionata che sta al valico del monte Salviano, e che fa da cornice alla splendida opera dello scultore Pietro Cascella, ispirata alla creazione della vita intitolata “Teatro della Germinazione”, è stata distrutta. Un atto da condannare che necessita dell'immediato intervento dell'amministrazione. Bisogna ripristinarla quanto prima e ridare dignità all’opera di Cascella che tra l'altro è citata anche sull’enciclopedia Treccani. Peccato, però, che venga collocata nel Parco nazionale d’Abruzzo e non all’interno della Riserva naturale regionale del parco del Salviano dove si trova realmente». Solo tre anni fa sul valico del Salviano ci fu un altro grave atto. Venne rubata la statua dedicata a Vito Taccone, il Camoscio d'Abruzzo. L'opera d'arte, realizzata dal maestro Bruno Morelli, venne portata via durante la notte e poi fu ritrovata dopo qualche giorno. Essendo creata con l'utilizzo di ben 200 chili di bronzo i ladri pensarono bene di staccarla dal basamento e portarla via. Il Comune poi riuscì a recuperarla e, dopo un anno di stand by, si è poi deciso di farla restaurare dagli studenti del Liceo Artistico Bellisario.
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