Diverse vittime negli ultimi anni

26 Aprile 2019

Dal 2015 a oggi sono sei le tragedie sulle vette del Gran Sasso durante le escursioni

L’AQUILA. L’amore per la montagna può tradire. La cronaca racconta di altre tragedie avvenute sul Gran Sasso, in questo caso a causa di incidenti in quota che non hanno lasciato scampo ad alpinisti ed escursionisti. Nell’aprile del 2017, è finita in sciagura una cordata sulla via del Monte Brancastello, sul versante teramano: a perdere la vita, mentre erano impegnati un una scalata, sono stati Francesco Carta, di 45 anni, ed Enrico Faiani, di 60 anni, entrambi della provincia di Teramo. Salvi altri tre alpinisti che facevano parte della cordata. Sempre nel 2017, a giugno, durante una salita sul ghiacciaio del Calderone è morto un vigili del fuoco di Roma, Maurizio Persieri, di 49 anni. Più recentemente, a settembre del 2018, una sessantenne originaria di Belluno, ma residente a Roma, Giovanna Maniezzo, è precipitata per un centinaio di metri mentre stava effettuando un'escursione nella zona di Pizzo Cefalone. A ottobre del 2016, una ragazza tedesca di 27 anni, Elisabeth Matthes, si era allontanata dall'hotel di Campo Imperatore e il suo corpo fu rinvenuto qualche giorno dopo a Nord di Cima Portella. Un’altra giovane donna, Natascia Salvi, di 44 anni, di Teramo, ha perso la vita ad agosto del 2015 sul monte Prena: è stata travolta da un fiume di acqua e sassi, in seguito a un forte temporale. (r.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.