Divieti di caccia, diffida al Parco
L’Ambito Subequano chiede libertà di azione nella zona A1
RAIANO. Non vogliono essere limitati nella loro azione di caccia e per questo hanno diffidato il Parco regionale Sirente Velino. A mettere nero su bianco e ad inviare il tutto ai vertici dell’area protetta è stato il presidente dell’Ambito territoriale di caccia Subequano, con sede a Raiano, Nunzio Merolli. «Abbiamo avuto un incontro con i vertici del Parco per trovare una soluzione ma dato che non è stato possibile arrivare a un accordo e avere il rilascio delle autorizzazioni richieste», ha detto Merolli, «siamo stati costretti a ricorrere a una diffida per tutelare gli interessi della categoria. In particolare chiediamo l’annullamento del divieto di caccia nella zona A1 ricompresa nel territorio della Valle Subequana affinché le cosiddette zone non vocate siano escluse dal divieto di caccia». Il Parco dovrebbe approvare la proposta presentata dall’Ambito di caccia così come avviene in altri territori di confine con i parchi della Regione Abruzzo. Così, però non è stato e ora gli iscritti chiedono una risposta immediata al fine di risolvere la problematica. Di recente, nella Valle Subequana si sono registrate anche polemiche in seno all’Ambito di caccia tra alcuni componenti che chiedevano il ripristino di aree per la caccia al cinghiale diverse da quelle al momento reclamate dal presidente dell’Atc.
Intanto, recentemente proprio dal Parco è arrivata la conferma del via libera ai rimborsi per le aziende agricole del territorio dell’area protetta per 400 mila euro. (f.c.)
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