Divise per l’Asm, nessun danno erariale

La Corte dei conti: «Capi sostituiti, non c’è motivo di contestazione nei confronti di Ianni e Tordera»
L’AQUILA. La Corte dei conti ha chiuso con la dichiarazione di «cessata la materia del contendere» una vicenda che ha riguardato presunte irregolarità relative all’acquisto di abbigliamento da lavoro per il personale dell’Asm, l’azienda che si occupa dell’igiene urbana. I fatti risalgono al 2015. Davanti ai giudici contabili erano finiti il responsabile del servizio di igiene urbana Fabio Ianni e l’ex amministratore unico dell’Asm Rinaldo Tordera. L’indagine fu avviata a seguito di esposti di alcune sigle sindacali che «ravvisavano una serie di anomalie concernenti l’acquisto di abbigliamento da lavoro per il personale dell’azienda pubblica».
La sostanza della contestazione era che l’acquisto sarebbe stato fatto «a prezzi maggiori rispetto a quelli di mercato, come reso evidente dal raffronto con preventivi forniti da due aziende del settore per capi di abbigliamento paragonabili a quelli in questione, acquistabili con una spesa totale di circa 30.000 euro anziché di 53.000». C’era poi una questione relativa «alla mancanza della etichettatura di legge sui capi con riferimento precipuo all’assenza del requisito di alta visibilità previsto per i lavoratori operanti su strada». La storia si è trascinata per 5 anni, fino a poche settimane fa quando la Corte dei conti l’ha chiusa dichiarando che non c’è stato danno per le casse pubbliche anche perché nel frattempo c’è stato l’atto di transazione del 13 gennaio 2020 con il quale «l’impresa fornitrice si è determinata a sostituire pressoché interamente i capi di abbigliamento da lavoro e dispositivi di protezione individuale forniti all’Asm nel febbraio 2015, con altrettanti dispositivi di classe 2, provvisti delle idonee etichettature comprovanti la certificazione di conformità alle normative. Ne discende», scrive la Corte dei conti, «che i capi di cui ci si occupa nel presente giudizio hanno formato oggetto di pressoché integrale sostituzione o regolarizzazione formale (assunzione di impegno di procedere a nuova etichettatura, ferme restando le caratteristiche sostanziali dei prodotti) da parte dell’azienda fornitrice, senza alcun onere per Asm». Vicenda chiusa quindi. (g.p.)
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