“Do ut des”, sfilata di testimoni
Corruzione sui puntellamenti, sentiti anche D’Eramo e Anastasio
L’AQUILA. Ultime battute per il processo “Do ut des “che potrebbe essere deciso il 3 o il 10 marzo. Si tratta di uno dei processi per corruzione più importanti tra quelli avviati sugli appalti nel post-terremoto. Tra gli accusati ci sono, tra gli altri, gli ex assessori Roberto Riga, Pierluigi Tancredi e Vladimiro Placidi. Ieri sono stati sentiti dei testimoni della difesa, ovvero il deputato della Lega Luigi D’Eramo, la dottoressa Sabrina Cicogna, in relazione a un finanziamento da 5mila euro; ma anche, per altre vicende, il sindaco di Pizzoli, Giovannino Anastasio, e gli ex sindaci di Fagnano Alto e Barisciano, rispettivamente Mauro Fattore (già assessore provinciale) e Domenico Panone, i quali hanno riferito su altre vicende.
Il processo va avanti stancamente dopo che nell’ultima udienza la Procura non aveva citato i testimoni. La prossima volta l’udienza ci sarà il 4 febbraio mentre la sentenza potrebbe essere pronunciata in una delle due udienze già fissate a marzo. Il processo sembra aver perso almeno una parte del suo significato dopo che il “grande accusatore” Antonio Lupisella, si è fatto da parte e non ha sostenuto la sua tesi di presunti accordi illeciti per l’affidamento dei puntellamenti nel post sisma. Una tesi avallata da Procura e polizia.
L’indagine fece il botto nel lontano 2014 (era iniziata 2 anni prima) con delle clamorose misure cautelari domiciliari, ma ancora non si riesce nemmeno ad arrivare alla sentenza di primo grado con buona pace anche delle parti civili.
Si ipotizzava un sistema corruttivo con due palazzi del centro storico dove si dovevano assegnare dei lavori di messa in sicurezza per cui si sarebbero consumati i favori che intrecciano politica e imprese.
Si tratta di Palazzo Carli e di un altro edificio di via Accursio. (g.g.)
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