Docenti no vax, ultime ore per evitare la sospensione

In undici non hanno il Green pass e rifiutano anche di sottoporsi al tampone Per loro porte chiuse e assenze ingiustificate, ma finora nessun dietrofront
AVEZZANO. Scadrà oggi il termine per gli insegnanti no vax per presentarsi a scuola muniti di Green pass ed evitare così la sospensione. Nella Marsica, secondo quanto riferito da Piero Buzzelli, dirigente dell’Iis “Ettore Majorana”, scuola polo dell'ambito “Aq 2” della Marsica, nei 22 istituti ci sono 11 docenti che non sono vaccinati e non vogliono sottoporsi al tampone ogni 48 ore come previsto dalla normativa. Per loro, di conseguenza, le porte della scuola dall’avvio dell’anno scolastico non si sono mai aperte. Il personale addetto ha dovuto attestare che non essendo muniti di Green pass non sono potuti entrare finora in classe e che, dunque, la loro assenza è stata ritenuta ingiustificata.
«Conosco la situazione di questi docenti», ha commentato Miriam Del Biondo, segretario provinciale della Flc Cgil-L’Aquila, «non ho avuto modo di parlare personalmente con loro, ma lo hanno fatto alcuni colleghi che poi mi hanno riferito la situazione. La nostra linea è quella dell’obbligo vaccinale per tutti. A nostro avviso il problema del Green pass è una specie di “cortocircuito” governativo. Di fatto si chiede al personale scolastico di presentare un documento che però non prescinde da un obbligo». I docenti marsicani che fino ad oggi non sono entrati in classe perché rifiutano di vaccinarsi e non vogliono sottoporsi ai tamponi sanno bene a cosa andranno incontro. Rappresentanti del mondo della scuola hanno parlato con loro e hanno cercato di convincerli a tornare sui loro passi ma non c’è stato nulla da fare.
Se oggi non si presenteranno nei loro istituti con la certificazione del tampone valida per 48 ore scatterà il quinto giorno di assenza. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente dopo cinque giorni di assenza ingiustificata scatterà automaticamente la sospensione dal lavoro. Gli insegnanti, quindi, si ritroveranno temporaneamente senza lavoro e di conseguenza senza stipendio.
Per il segretario Biondo, è necessario «concedere i tamponi gratuitamente. Noi siamo su questa linea e da tempo chiediamo che lo Stato decida per la gratuità dei tamponi».
Intanto prosegue anche la protesta dell’insegnante della scuola per l'infanzia di Collarmele che dall’inizio delle lezioni non è mai entrata in classe perché sprovvista di Green pass. Alba Silvani, originaria di Sulmona, sta facendo lo sciopero della fame e per tre giorni si è presentata davanti alla scuola di Collarmele dove non è potuta entrare così come previsto dalla normativa.
Ieri la donna è andata a manifestare all’Aquila, davanti all’Ufficio scolastico provinciale, perché a suo avviso «questo non è un problema personale ma riguarda l’intera categoria degli insegnanti. Considerato che il 92 per cento degli insegnanti è già vaccinato», ha detto la Silvani, "ritengo ingiusto che il restante 8 per cento (che comprende anche persone che per motivi di salute non possono vaccinarsi) venga indicato come untore, espulso dalla scuola e privato del lavoro che è il principio su cui si fonda la nostra Costituzione. Questa esigua minoranza, visto che la categoria ha superato la cosiddetta immunità di gregge, non può essere considerata una minaccia per la collettività. Metterla alla gogna non è degno di una società civile e democratica».
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