Docenti precettati dalla preside: scontro per l’assemblea a scuola

21 Ottobre 2021

La dirigente del liceo scientifico impone agli insegnanti la presenza durante l’incontro degli studenti La Cisl: «Atto contrario alle norme, non esiste alcun obbligo per il personale di restare e controllare»

AVEZZANO. Professori costretti a partecipare all’assemblea studentesca e ad assumersi le responsabilità del controllo degli studenti. È quanto dispone una circolare del dirigente del liceo scientifico di Avezzano Nicolina Tania Ulisse. Una decisione contestata dai docenti, tanto che sulla questione è intervenuto anche il sindacato. L’avvocato Salvatore Braghini, docente e responsabile dell’Ufficio legale della Cisl Scuola Marsica, critica l’atto del dirigente riferito all’assemblea di sabato prossimo.
«La circolare», afferma, «non è conforme alle disposizioni di legge poiché impone ai docenti di recarsi a scuola in presenza per firmare le ore di servizio nella giornata e di apporre come causale “assemblea studentesca”, dando al personale la responsabilità in quelle ore sulla vigilanza degli alunni con l’obbligo di accertare l’eventuale loro presenza. Una serie di obblighi illegittimamente posti in quanto il Testo unico della scuola prevede che all’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside o un suo delegato, i docenti che lo desiderino». La riunione dovrebbe tenersi online, ma una parte degli studenti potrebbe presentarsi a scuola. «La norma», continua Braghini, «non prevede alcun obbligo di presenza dei docenti a scuola, né di vigilanza, indipendentemente dalla presenza di più o meno studenti, come ribadito dalla circolare ministeriale 312 del 1979. I docenti», chiarisce l’avvocato, «possono assistere all’assemblea, ma non sono tenuti a presenziare a scuola». Sulla vicenda c’è anche un precedente del tribunale di Avezzano che ha censurato la condotta dell’allora dirigente scolastico dell’Itis Majorana Anna Amanzi.
«La preside», ricorda Braghini, «aveva sanzionato tre docenti, incolpati di non essersi presentati a scuola e di aver contestato l’ordine di servizio che glielo imponeva, invocando a sostegno dell’obbligo di presenziare a scuola, una poco felice nota del Miur del 2003, predisposta per chiarire quale tipologia di assemblea studentesca fosse da considerare utile per il raggiungimento della soglia minima dei 200 giorni di lezione per la validità dell’anno scolastico. I tre docenti si rivolsero al tribunale invocando giustizia per loro e per l’intera categoria, che in quel frangente sentivano di rappresentare».
Il giudice del lavoro nella sentenza, confermata in appello, aveva annullato le sanzioni, evidenziando che «risultano fondate su una non corretta interpretazione della circolare ministeriale». Il responsabile legale Cisl ricorda che la vertenza all’Itis ebbe una vasta eco nel mondo della scuola, poiché «per un docente dover presenziare a scuola mentre gli alunni sono impegnati nelle discussioni assembleari, praticamente a vigilare banchi vuoti, risulta ben poco confacente alla propria dignità professionale. A giudicare dalla circolare del dirigente del liceo Vitruvio», conclude, «il precedente del tribunale di Avezzano e della Corte d’Appello pare sia stato dimenticato: ma la Cisl scuola darà battaglia a difesa dei diritti dei docenti». (p.g.)
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