Doline di Ocre, protesta contro l’esercitazione militare

OCRE. La “Stazione ornitologica abruzzese Onlus” ha inviato un esposto ai Comuni dell’Aquila e Ocre, alla Prefettura, alla Procura della Repubblica e alla Regione per chiedere «l'immediata...
OCRE. La “Stazione ornitologica abruzzese Onlus” ha inviato un esposto ai Comuni dell’Aquila e Ocre, alla Prefettura, alla Procura della Repubblica e alla Regione per chiedere «l'immediata interruzione di un'esercitazione militare in corso nel pieno del meraviglioso sito di interesse comunitario delle Doline di Ocre, un'area verde di enorme valore naturalistico e paesaggistico a pochi passi dal capoluogo. I militari hanno pensato bene di trasformare un sito protetto a livello europeo in uno scenario di guerra, con tanto di uso di veicoli tattici pesanti e spari a salve. Il tutto passando sopra rarissimi habitat di prateria protetti a livello europeo. Di questi, ben tre per la loro rarità sono classificati addirittura come prioritari. Il passaggio dei mezzi pesanti può produrre gravi danni con la distruzione di tratti di vegetazione protetta. Anche la fauna, con diverse specie tutelate presenti di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, viene messa a rischio sia per l'eventuale uccisione derivante dal passaggio dei mezzi sia per il disturbo causato dagli spari».
«Abbiamo chiesto lo stop alle operazioni che stanno avvenendo a quanto pare senza aver sottoposto preventivamente l’intervento all’obbligatoria valutazione di incidenza ambientale» dichiara Massimo Pellegrini, naturalista e presidente della Soa, «il tutto per un’esercitazione della durata di ben 18 giorni, dal 2 al 20 novembre. Ci sono arrivate segnalazioni di cittadini e abbiamo fatto una ricerca infruttuosa sugli albi pretori dei comuni dell’Aquila e Ocre e sul sito della Regione per capire quali autorizzazioni fossero state concesse. Abbiamo quindi inviato a tutti gli enti interessati una dettagliata nota chiedendo da una parte di annullare un’ordinanza del Comune di Ocre e dall’altra di interrompere iniziative che appaiono prive della necessaria valutazione prevista dalle norme comunitarie che non a caso è in Regione per il poligono di Monte Stabiata nel vicino Parco del Gran Sasso». (g.p,)
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