Dolore e commozione per l’addio a Garofalo

In chiesa don Federico e padre Alberto hanno ricordato la grande generosità della maestra e artista
L’AQUILA. Dolore, commozione ma anche gratitudine. Sono stati questi i sentimenti di coloro – tantissimi – che ieri nella chiesa degli Angeli Custodi di Paganica hanno dato l’ultimo saluto a Lia Garofalo, maestra e artista, deceduta all’età di 73 anni. Il rito funebre è stato concelebrato dal parroco di Paganica don Dionisio Humberto Rodriguez, da don Federico Palmerini e da padre Alberto Valentini. Sia don Dionisio che padre Alberto (amico della famiglia della defunta) hanno ricordato soprattutto la grande generosità di Lia Garofalo sempre pronta a donare (anche a volte i suoi quadri) e mettersi disposizione degli altri. «Lasci un ricordo indelebile in tutti coloro che ti hanno incontrato nel corso della loro vita», ha detto in particolare Padre Alberto, «e noi non ti dimenticheremo illuminati da quella fede che ti ha guidato in ogni giorno della tua esistenza terrena». Lia Garofalo – che da poco aveva perso il marito Ascanio a causa di una grave malattia – lascia il figlio Ludovico, la nuora Rosanna Lancione e due nipotini. Don Federico Palmerini in un post su Facebook ha scritto: «Di cose belle ne hai realizzate tante, cara Lia, e diverse le ho avute in dono proprio da te. Ma di fronte a questo tuo così improvviso passaggio alla vita eterna, vorrei ricordarti con la tela che più mi è rimasta nel cuore, quel Buon Samaritano che hai voluto riprodurre in occasione della mia ordinazione diaconale nel 2013 e che ora accompagna il servizio quotidiano del centro di ascolto della Caritas parrocchiale di Paganica». La nuora ha postato un ricordo commosso: «A salutare nonno Ascanio purtroppo eravamo tutti un po’ preparati, ma con te no, non ci aspettavamo proprio di lasciarti andare così e questo dolore moltiplicato è insopportabile. Ma tu forse non potevi restare a lungo qui perché il tuo posto è solo accanto all’uomo che hai scelto e amato e da cui nemmeno la morte ti ha potuto separare. Ora più che mai vegliate su di noi e sui vostri adorati nipotini. Grazie per la donna che sei stata e per averci amato più di ogni altra cosa. A Dio, nonna Lia».
Un messaggio è giunto dal senatore Guido Liris: «L’amore di Lia Garofalo per la città dell’Aquila e per i giovani», ha scritto Liris, «resterà per sempre impresso nella memoria di chi l’ha conosciuta e apprezzata. Personalmente, piango un’artista alla quale mi legava un’antica amicizia, sempre presente nei momenti del bisogno e in ogni occasione in cui ci fosse necessità di particolare sensibilità sociale». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

