Domani funerali in forma privata per l’addio al giornalista Colacito

Il saluto della famiglia nel rispetto delle sue ultime volontà. Ancora tanti messaggi di cordoglio Lo studioso e scrittore Giustizieri: «Penna tenace e arguta, buon viaggio tra le tue amate stelle»
L’AQUILA. Era innamorato dell’Aquila. Per decenni ha raccontato la sua città tenendo alti i valori del giornalismo, con quella tempra propria dei cronisti “vecchio stampo”. Integro, all’apparenza burbero, ma vero e leale. Una correttezza declinata sul campo, nei rapporti con i tanti colleghi che hanno incrociato il suo percorso professionale. E che ne sono stati positivamente influenzati. La scomparsa del giornalista aquilano Gianfranco Colacito, a 81 anni, venerdì scorso all’ospedale di Teramo dove era ricoverato per un malore improvviso, ha lasciato una comunità attonita.
Colacito è stato responsabile abruzzese dell’Agenzia giornalistica Italia per oltre vent’anni, ha scelto un addio composto, lontano dai riflettori. I funerali si terranno domani pomeriggio, in forma strettamente privata. La famiglia ha preferito non indicare il luogo delle esequie, come da desiderio dell’81enne che, della riservatezza caratteriale, aveva fatto la cifra della sua vita. Il riserbo che lo ha sempre caratterizzato accompagnerà anche l’ultimo viaggio di un decano del giornalismo abruzzese, una delle ultime pietre miliari di un’epoca contraddistinta da penna e taccuino e dalla crescita dei giovani, come leva di sviluppo futuro della professione. Gianfranco è stato questo, per decine di cronisti formati alla sua scuola televisiva, nella redazione dell’Agi e nei siti web di cui è stato collaboratore e che ha diretto, l’ultimo il giornale on line “InAbruzzo”.
E con sincero affetto e commozione lo ricordano gli amici. «Scrivere di Gianfranco Colacito significa ricordare il giornalista, l’uomo e soprattutto l’amico», le parole di Gianfranco Giustizieri, studioso e scrittore, «si è detto molto del professionista: penna tenace, precisa, arguta, mai oltre le righe e con quella dose di ironia che andava sempre al cuore delle cose. Così nella sua passione principale, la fisica, l’astrofisica relativistica e quantistica. Poi l’uomo: burbero all’apparenza, severo nei giudizi, ma pronto ad aprire il cuore quando coglieva negli altri la stessa disponibilità che lui racchiudeva. Un uomo di grande cultura, sempre aperto al confronto e dalle chiusure ironiche costituenti la sua cifra indimenticabile. Infine l’amico. Molto, molto da scrivere e i fogli si accumulerebbero in un libro, quindi solo alcuni ricordi. Dapprima una fugace conoscenza risalente al 2003, quando mi contattò a seguito di un mio scritto sulla sua zia materna: Laudomia Bonanni. Gli piacque, incuriosito di conoscere quell’autore uscito, per lui, quasi dal nulla. Così incominciò la nostra avventura e la nostra amicizia, sempre più salda, continua, senza confine», racconta Giustizieri, «la birra a casa, il fumo delle sue sigarette, le discussioni gastronomiche. Ciao Gianfranco, buon viaggio tra le tue stelle tanto amate». E così lo ricorda Pier Paolo Visione: «Ci ha comunicato tutto, le cose belle e le cose brutte, sempre con la professionalità che lo contraddistingueva e con la capacità di vedere le cose da una prospettiva distaccata e non appiccicosa. Mai con pietismo. Mai una parola di troppo. Gianfranco Colacito era un vero giornalista ed un vero direttore».
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