Don Aldo: «Che fine hanno fatto i soldi?»

29 Gennaio 2016

Messa all’aperto davanti ai dipendenti della Telespazio: fa più vittime la burocrazia della strada

AVEZZANO. L’altare è un piccolo tavolo ed è sul bordo della strada. Alle spalle dei sacerdoti c’è il canale d’irrigazione dove due dipendenti di Telespazio hanno perso la vita in diverse circostanze. Nessun guard-rail. Dall’altro lato della strada le parabole giganti del centro spaziale. Poi la distesa del Fucino. Durante la messa sulla strada “Cintarella”, in ricordo delle vittime di quella strada, Marco Di Nicola (51) e Alessandro Giancarli (23), don Aldo Antonelli ieri mattina ha lanciato un appello alle istituzioni.

Ha chiesto che i soldi stanziati per la messa in sicurezza vengano impiegati.

«A volte le persone rischiano di diventate macchine», ha affermato il sacerdote, «ma tocca restituire un’anima a questo mondo. Spesso accadono cose inaspettate, negative, che chiamiamo disgrazie. Spesso ne accadono di positive. Ma, al contrario, è il registro della normalità che non regge e che è una finzione. Nella vita sono tanti gli agenti che influiscono. Il punto è se siamo solo ricettori di queste influenze o se vogliamo diventare dei proiettori attivi. Quando su parla di colpe», ha sottolineato durante l’omelia, «dobbiamo pensare anche a noi che spesso siamo responsabili delle disgrazie di cui ci lamentiamo. La politica è uno di questo agenti che influiscono. Per questa strada sono stati stanziati 980mila euro: ma dove stanno, perché stanno fermi? In tempo di funerali fioriscono le belle promesse, poi passa un po’ di tempo e c’è una latitanza spaventosa».

«In fondo», ha concluso il sacerdote davanti ai dipendenti, «fa più vittime certa burocrazia che una guerra civile e in questo caso è una burocrazia che tiene fermi tutti quei soldi già disponibili. Cosa stanno aspettando che accada un’altra disgrazia?».(p.g.)

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