Don Aldo sfida CasaPound, alta tensione

11 Maggio 2019

Il movimento di estrema destra minaccia querele dopo gli attacchi del “prete rosso”. Al sacerdote solidarietà di Pd e Anpi

AVEZZANO. Don Aldo Antonelli lancia anatemi contro i leghisti, in piazza per la raccolta di firme a favore della castrazione chimica, e attacca «gli stupratori di CasaPound e i fascisti di ogni tempo». Il movimento di estrema destra, chiamato in causa, preannuncia una querela contro il sacerdote. Associazione partigiani della Marsica, Pd, Cgil e Articolo 1 si schierano in difesa del sacerdote, battezzato anche “prete rosso”, noto per le sue battaglie: un tempo nel mirino c’era Silvio Berlusconi, adesso ci sono finiti Matteo Salvini o i fascisti.
A dar fuoco alle polveri, l’ultimo passaggio del duro attacco di don Aldo verso Salvini, legato alla raccolta di firme della Lega abruzzese. «L’onda di volgarità che parte dal gradasso del Viminale», dice il sacerdote, «sta investendo anche le nostre terre, dando la stura alla feccia finora rimasta sopita sotto quel manto di pudore che è stato strappato. A quando il taglio delle mani per i ladri e l’impiccagione sulle pubbliche piazze per i comuni delinquenti? In occasione della raccolta firme sarò assente, altrimenti andrei a vedere le facce di questi bulli in cravatta che rivendicano radici cristiane e fanno appello ai valori europei mentre calpestano ogni principio di umanità. Alla pari degli stupratori di Casapound e dei fascisti di ogni tempo!».
Apriti cielo. Gli esponenti di CasaPound della Marsica, scottati dai fatti di cronaca nel Viterbese, dove due militanti sono stati arrestati con l’accusa di stupro, respingono «l’insinuazione» di don Aldo e passano alla carta bollata. «Ciò che è accaduto a Viterbo», sostengono, «non può in ogni caso essere attribuito a CasaPound nella sua interezza, visto che ogni giorno migliaia di giovani del movimento si battono per assicurare un futuro migliore alla nostra nazione e nessuno può essere definito un criminale, né uno stupratore. Questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Procederemo per vie legali, querelando chi pensa di poterci attribuire impunemente appellativi infami».
E si mobilitano i difensori del sacerdote «L’Anpi Marsica», affermano i responsabili, «esprime piena solidarietà ad Aldo Antonelli per la denuncia di un’organizzazione politica della destra estrema che si è sentita lesa dalla libera e motivata espressione sui gravissimi e inaccettabili fatti di Viterbo. Il continuo richiamo dell’organizzazione a ideologie fasciste, xenofobe e violente, ingenera nei suoi militanti, comportamenti che superano una civile convivenza sociale, libera e democratica. L’espressione di condanna dei colpevoli non è solo un diritto di tutti coloro che hanno a cuore libertà e sacralità della vita, ma un dovere cui ci chiama la nostra Repubblica democratica e la Costituzione, nate dalla lotta antifascista».
Il Pd si appella alla storia e boccia i politici che alimentano populismo e nazionalismo. «Non è bastata la lezione della storia», ricordano i Dem della provincia dell’Aquila, «né le decine di milioni di morti che nazionalismi e fascismi hanno portato al mondo. Siamo tornati allo squadrismo e alle intimidazioni, il Pd esprime piena e incondizionata solidarietà a don Aldo e riafferma l’impegno nella difesa dei valori di partecipazione, solidarietà, integrazione e libertà alla base della costituzione». Articolo 1 sottolinea che «da 74 anni in Italia e in Europa si sono consolidate pace e democrazia, non senza contraddizioni e difficoltà, ma con una ferma visione comune: mai più fascismi. È in questo quadro», scandiscono Mario Casale, Rossella De Santis, Remo Pascucci, Gabriele Mastroddi, «che Articolo 1 è vicino a don Aldo Antonelli, denunciato da CasaPound per vilipendio, per aver richiamato alle proprie responsabilità un movimento di estrema destra che ripropone messaggi violenti e odiosi e che riportano il paese indietro di un secolo. Un movimento vecchio a dispetto di giovani militanti, spesso incuranti della storia». Anche la Cgil esprime solidarietà al sacerdote ricordando che «il fascismo non è un’opinione ma un crimine».
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