Don Carlo Gnocchi, cappellano e beato

15 Maggio 2015

L’Aquila nei giorni dell’adunata degli Alpini vivrà una grande festa che avrà il sapore della solidarietà, dell’amicizia e della santità nel nome di don Carlo Gnocchi, cappellano militare degli...

L’Aquila nei giorni dell’adunata degli Alpini vivrà una grande festa che avrà il sapore della solidarietà, dell’amicizia e della santità nel nome di don Carlo Gnocchi, cappellano militare degli Alpini riconosciuto beato nel 2009 da Benedetto XVI. Nato le 1902 in provincia di Milano allo scoppiare della II guerra mondiale si arruola come cappellano volontario e parte, prima per il fronte greco- albanese e poi – con gli alpini della Tridentina – per la campagna di Russia. Nei giorni drammatici della ritirata di Russia, assistendo gli alpini feriti morenti, in don Carlo matura il sogno di realizzare una grande opera di carità, che troverà poi compimento nell’impegno per l’infanzia sofferente. Ed è così che nel 1949 nasce la Federazione Pro Infanzia Mutilata e, l’11 febbraio 1952, la Fondazione Pro Juventute.

E l’aquilano il cui destino si è intrecciato con quello del Beato Gnocchi è il dott. Silvio Colagrande di Collefracido di Sassa che, proprio grazie a don Carlo, ha riacquistato la vista.

Colagrande durante l’infanzia, a 8 anni, perse la vista a causa di uno spruzzo di calce viva e venne mandato dai suoi presso il centro di accoglienza aperto a Inverigo, in provincia di Como. Là conobbe il sacerdote grazie al quale riebbe il dono della vista. Il 28 febbraio del 1956 infatti venne sottoposto a un trapianto, il primo in Italia, delle cornee. Il donatore don Gnocchi era deceduto il giorno prima. E domani sabato 16 maggio, alle ore 16, nella basilica di San Bernardino, la Messa in suffragio ai Caduti di tutte le guerre presieduta dall’Arcivescovo Ordinario Militare monsignor Santo Marcianò e dall’Arcivescovo dell’Aquila monsignor Giuseppe Petrocchi, sarà concelebrata oltre che dai cappellani militari anche dal presidente della Fondazione Don Gnocchi, monsignor Angelo Bazzari.

Nella stessa basilica, durante i giorni dell’adunata, sarà esposta una reliquia del beato Carlo Gnocchi, indimenticato cappellano degli alpini.