Don Carlo: la Madonna non vota Lega

21 Maggio 2019

Il sacerdote “le canta” al vicepremier Salvini. E si scatena il popolo di Facebook con apprezzamenti al salesiano

SULMONA. Il rosario ostentato dal vicepremier Matteo Salvini nel comizio di Milano chiedendo l’intercessione della Madonna per la vittoria alle elezioni europee fa parlare anche a Sulmona. In particolare il gesto del leader leghista, ritenuto quasi dissacratorio, non è piaciuto a don Carlo Russo, il sacerdote sulmonese che da anni svolge la sua missione nella comunità salesiana e che da qualche tempo tornato a casa nella sua parrocchia di Cristo Re. Ed è proprio frequentando l’oratorio, a pochi passi da casa , che ha maturato la sua vocazione, animando i pomeriggi a suon di chitarra insieme ai suoi coetanei. Ascoltando il telegiornale e vedendo le immagini del comizio di Milano, don Carlo non ha saputo resistere alla voglia di scrivere al ministro Salvini per cantargliene quattro, sconcertato da quella frase conclusiva della manifestazione elettorale: «Con l’aiuto della Madonna vinceremo», pronunciata dal ministro stringendo nella mano la corona del rosario. Lo ha fatto sul suo profilo Facebook, scrivendo di getto, con la spontaneità che gli è abituale, stigmatizzando quella frase del ministro che ha mescolato il sacro con il profano.
«Perché sono sconcertato?», ha scritto il sacerdote. «Perché mentre tanta gente si aggrappa alla forza della preghiera del Santo Rosario della Vergine Maria per affrontare dolori immani – la morte di un figlio, di un genitore, l’ansia per un fratello sospeso tra cielo e terra, nonni affaticati e stanchi…Insomma, mentre tanta e tanta gente fa uso della preghiera del rosario con fede semplice, genuina, forte, sana, lei, invece, cosa fa? Invoca l’aiuto della Madonna per vincere le elezioni». Un gesto che a Don Carlo è apparso travalicare il buon senso. Quindi con sarcasmo, ha concluso la lettera al vicepremier sottolineando di non augurargli «né di vincere né di perdere, ma di essere certo per la sua esperienza di vita pratica, che a favore di una sua vittoria la Madonna non giocherà alcun ruolo».
Parole di forte indignazione, quelle del sacerdote salesiano, che puntano dritto l’obiettivo, all’unico scopo di difendere la fede e la sacralità della devozione cristiana da qualsiasi strumentalizzazione politica, da qualunque parte essa venga. Immediate le reazioni su Facebook, dove salvo pochi rimbrotti indirizzati al sacerdote, in tanti hanno manifestato apprezzamento e solidarietà al salesiano per l’iniziativa assunta. Ardea Montebelli scrive: «Davanti a questo delirio qualsiasi cosa si dica è superflua. Ma non dimentichiamo che Dio legge nel cuore dell’uomo. Questi personaggi hanno la presunzione di voler sfidare Dio, mi viene solo da sorridere...».
«Il tuo entrare in certe situazioni delicate è davvero esemplare», evidenzia Emidio Balassone mentre per Filippo Corsetti «la Madonna ha cambiato idea», mostrando una foto storica dei Patti lateranensi firmati nel 1929 da Mussolini e dal cardinale Gasparri. L’ex segretario della sezione dei tempi d’oro della Democrazia Cristiana di Sulmona, Rita Serafini, scrive: «Preghiamo noi la Madonna perché converta il cuore di Salvini e gli faccia comprendere il senso vero del comandamento dell’amore». Giovanni Di Nino, infine, sottolinea che «la Madonna non ha nulla a che fare con il Dio Po venerato dai leghisti».
Una lettera dai contenuti fortissimi, che ha fatto scalpore in città dove mai era accaduto che un sacerdote prendesse posizione verso un ministro della Repubblica.
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